Marco Aurelio Fontana, foto ufficio stampa

Marco Aurelio Fontana si conferma il numero uno del ciclocross italiano. A Orvieto il Prorider ha conquistato il suo settimo titolo nazionale di specialità, il quinto di fila, precedendo Enrico Franzoi di 20″ ed Elia Slvestri di 30″. Dopo una corsa combattuta in inferiorità numerica, Fontana ha sferrato l’attacco decisivo a tre giri dalla conclusione terminando la prova in solitaria e andando così a conquistare la sua dodicesima maglia tricolore in carriera tra ciclocross e mtb. «Tengo particolarmente a questi colori, quindi sono felicissimo di poterli sfoggiare per un altro anno. I miei avversari hanno corso con intelligenza attaccando a ripetizione, io inizalmente sono stato a ruota e al momento buono mi sono mosso in prima persona» ha commentato tagliato il traguardo il portacolori della Cannondale Factory Racing, che nei giorni scorsi ha ricevuto ufficialmente l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana dal Presidente Napolitano per la conquista del bronzo olimpico XC di Londra 2012.

Marco Aurelio Fontana, foto ufficio stampa
Marco Aurelio Fontana, foto ufficio stampa

Conclusa la sfida tricolore, da domani Fontana si concentrerà totalmente sulla preparazione della stagione di mountain bike alle porte andando in ritiro per allenarsi al meglio e testare i nuovi materiali. «Ringrazio la squadra, i partner tecnici e tutti i supporter che mi sono stati vicini nelle poche gare di ciclocross che ho disputato quest’inverno. Mi dispiace non essere al via del prossimo Campionato del Mondo in maglia azzurra, ma un atleta del mio calibro deve fare delle scelte e io per il 2014 mi sono prefissato di ottenere maggiori risultati in mtb quindi devo lavorare in questo senso. Colgo l’occasione per mandare un grande in bocca al lupo al CT Fausto Scotti e a tutti i miei compagni di nazionale, che sono sicuro in Olanda sapranno farsi valere».

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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