Principe Boxing Events

Mercoledì 14 gennaio, il presidente della Principe Boxing Events Alessandro Cherchi e il procuratore Christian Cherchi si sono recati nella sede milanese della Gazzetta dello Sport con il campione d’Europa dei pesi superleggeri Michele Di Rocco, il campione d’Europa dei pesi welter Gianluca Branco, il campione d’Italia dei pesi welter Antonio Moscatiello, i pesi welter Renato De Donato (della scuderia Cavallari) e Gianluca Frezza (del team Loreni).

Principe Boxing Events

 

Alessandro Cherchi ha voluto illustrare ai giornalisti del quotidiano sportivo i programmi della sua società e della Opi 2000 presieduta da suo padre Salvatore.

Da quando ho preso in gestione il teatro Principe – spiega Alessandro – sono in grado di offrire al pubblico milanese una programmazione pugilistica regolare grazie anche al lavoro della nuova Federazione Lega Pro Boxe. E’ la prima volta che la boxe professionistica ha un calendario certo, come il calcio o la pallacanestro. Se ne parlava da decenni, ma nessuno aveva mai realizzato questa idea. Adesso che ho una sede per i combattimenti e numerosi pugili di valore (molti dei quali milanesi di nascita o di adozione e con un grosso seguito di tifosi in città), ho voluto organizzare questo incontro con i giornalisti del quotidiano sportivo più letto di Milano per far capire loro che la nobile arte merita di essere rilanciata anche sui mezzi di comunicazione. Mi sono sembrati entusiasti e credo che faranno la loro parte. Quando si afferma che la boxe è ignorata dai media, si dice una cosa che è solo parzialmente vera. I quotidiani sportivi e generalisti – sia cartacei che online – si occupano con regolarità di boxe, solo che danno più spazio ai grandi campioni americani che a quelli italiani. Noi i campioni li abbiamo ed è giusto che anche a loro venga data la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico. Ci piacerebbe ripetere l’esperienza avuta in Gazzetta anche nella sede di altri quotidiani. Il nostro sport ha un grande potenziale mediatico. Infatti, la cantante Giorgia ha inserito delle scene pugilistiche nel suo video ‘Non mi ami’ e un’azienda produttrice di uno shampoo ha ambientato nel mondo della boxe il suo spot pubblicitario. Se la boxe non piacesse al grande pubblico, tutto questo non accadrebbe.”

Il prossimo evento al teatro Principe è previsto per il 28 febbraio: nel clou Michele Di Rocco difenderà il titolo europeo contro Kasper Bruun e nel sottoclou è prevista una sfida tutta italiana tra Renato De Donato e Alessandro Caccia. Nella manifestazione successiva, un’altra battaglia tra due pugili italiani: Gianluca Frezza sfiderà il campione d’Europa dei pesi welter Gianluca Branco.

Quando non ospiterà manifestazioni professionistiche, il teatro Principe farà spazio a quelle dilettantistiche o amatoriali. “Anche chi non vuole diventare né professionista né dilettante, vuole provare l’emozione di salire sul ring – spiega Alessandro Cherchi – e per questo organizzeremo serate di white collar boxing: tre round da un minuto ciascuno fra colletti bianchi (impiegati, liberi professionisti, chiunque non abbia alcuna esperienza agonistica). Il white collar boxing è nato nel 1988 a New York, alla celebre Gleason’s Gym (in cui dal 1937 si sono allenati più di 130 campioni del mondo). Oggi riscuote altrettanto successo in Inghilterra e sono sicuro che il pubblico lo apprezzerà anche in Italia. In America esiste anche il programma televisivo White Collar Brawlers (i rissaioli dal colletto bianco) che si gira proprio alla Gleason’s Gym. Due colleghi in perenne competizione sul posto di lavoro si sfidano sul ring e imparano che la parte più dura della boxe non è il combattimento, ma la preparazione quotidiana (per mesi) in palestra.

Nella sede della Gazzetta dello Sport erano presenti anche gli attori Alessandro Siani e Fabio De Luigi, protagonisti del film italiano più visto della stagione (“Si accettano miracoli” ha incassato oltre 12 milioni di euro), che hanno accettato con entusiasmo di farsi una foto ricordo con i pugili della OPI 2000.

Mauro Carturan
cartu73@gmail.com
Amo lo sport e la tecnologia, da sempre provo a combinarli e farne un lavoro. Sono cresciuto col mito degli Azzurri del 1982, di Paolo Rossi e Platini. John McEnroe, Katarina Witt e la pallavolo mi hanno però fatto scoprire quanto siano belli tutti gli sport.

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