Pietro Anastasi, foto www.ilnapolionline.com

Pietro Anastasi ha confessato come fu Agnelli a portarlo alla Juventus, mentre lui nella realtà era già un giocatore dell’Inter. In un’intervista rilasciata a La Tribù del calcio, rubrica in onda mercoledì 25 marzo 2015 su Premium Calcio alle ore 19.30 e alle ore 23.00 Pietro Anastasi, ex giocatore di Juventus e Nazionale, ripercorre gli inizi di carriera, dichiara: “E’ una storia curiosa quella del mio approdo al calcio che conta: una domenica si era giocata Catania-Varese e la sera, all’aeroporto, il direttore sportivo del Varese Casati si ritrovò a lasciare il suo posto in aereo a una signora che aveva l’assoluta urgenza di raggiungere Milano. Casati rientrò in albergo e al bar, chiacchierando, qualcuno gli consigliò di andarsi a vedere il giorno dopo la partita Massiminiana-Paternò. Gli dissero che c’era un ragazzino interessante e quel ragazzino ero io. Fu così che finii a Varese! Purtroppo, non ebbi mai la possibilità di ringraziare la signora che aveva costretto Casati a lasciarle il posto in aereo”.

Prima di approdare alla Juventus, Anastasi esordisce in Nazionale dove diventa a 20 anni campione d’Europa: “Fu tutto incredibile – spiega –. Nella prima finale con la Jugoslavia, quella che pareggiammo col gol segnato in extremis da Domenghini, Valcareggi negli spogliatoi mi guardò e mi disse che sarebbe toccato a me. La partita finì 1-1 e venne rigiocata due giorni dopo. Vincemmo 2-0, segnò prima Riva e poi io con un gol davvero pregevole. Un sogno ad occhi aperti”

Infine, il passaggio alla Juventus, sul quale Anastasi rivela un curioso retroscena: “La verità è che ero già dell’Inter – racconta –. Il direttore sportivo del Varese Casati e quello nerazzurro Allodi erano molto amici, andavano insieme con le mogli al mare. Sembrava tutto fatto, al punto che quell’estate, con la maglia dell’Inter, giocai addirittura un’amichevole a San Siro contro la Roma con tanto di autorizzazione della Lega. Ebbene, alla fine del primo tempo un fotografo di Varese, che conoscevo bene, mi avvicinò e mi disse che mi avevano venduto alla Juve, che si parlava di 660 milioni! Lo seppi da un fotografo, insomma. All’Inter ci rimasero male, a cominciare dai tifosi. Ma a combinare tutto erano stati, in prima persona, i presidenti Agnelli e Borghi e, oltre ai 660 milioni, la Fiat assicurò a Borghi una fornitura di motorini per i frigoriferi della Ignis: fu così che invece che all’Inter me ne andai alla Juventus!”

Oltre che su Premium Calcio, la “Tribù” sarà visibile anche in chiaro sabato alle ore 14.30 su Mediaset Italia 2.

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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