Andrea Pirlo, photo credit: Pirlo di nuovo in nazionale, "Conte ha il mio OK" via photopin (license)

Andrea Pirlo è ufficialmente un nuovo giocatore dei New York City. L’ex centrocampista di Reggina, Brescia, Milan e Inter lascia la Juventus e il calcio italiano. Per sempre, o perlomeno per il resto della sua attività agonistica.

Che un domani possa tornare non è lecito saperlo: lui stesso non ha mai detto cosa farà in futuro; per ora si gode l’avventura americana, dove sarà riverito come un dio del pallone. Cosa di certo non strana, visto che di Andrea Pirlo ne nasce uno al secolo. Forse.

L’addio di Pirlo mette tristezza a chi, come me, l’ha visto crescere ed esplodere nel campionato italiano. Da trequartista prima, da centrale di centrocampo poi. Merito di Carlo Ancelotti, ma merito soprattutto suo, perché il riuscire ad adattarsi non è cosa semplice. Anzi, è un qualcosa che accomuna solo i grandi campioni.

Già, perché Andrea Pirlo, sempre quello che ha salutato il calcio italiano, è un grande campione. Le lacrime di Berlino, quando si laureò campione del Mondo, acquistano ora un significato ancora più mapo.

Classe 1979, Pirlo lascia l’Italia alla fine di una carriera che definire ricca di successi è quasi riduttivo: ha cominciato a vincere nel 1996, quando con il Brescia conquistò il Torneo di Viareggio. Poi vittoria nel campionato italiano di Serie B (Brescia, 1997), due Coppa Italia (Milan: 2002-2003; Juventus: 2014-2015), sei Scudetti (Milan: 2003-2004, 2010-2011; Juventus: 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015), tre Supercoppa italiana (Milan: 2004; Juventus: 2012, 2013), due Champions League (Milan: 2002-2003, 2006-2007), due Supercoppa Europea (Milan: 2003, 2007), una Coppa del mondo per club (Milan: 2007). Senza dimenticare l’Europeo Under 21 (Slovacchia 2000), il bronzo olimpico (Atene 2004) e il Mondiale (Germania 2006) con la maglia dell’Italia.

Con l’addio di Pirlo si chiude un’era importante per il calcio italiano, sarà complicato trovare un suo erede: ad oggi non esiste. Ma si sa, di Andrea Pirlo ne nasce uno al secolo. Forse.

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.