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doping, foto wikipedia
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Il doping nello sport: storia di uno scandalo attuale

Negli ultimi anni la storia dello sport è spesso andata a braccetto con la storia, purtroppo, del doping.

Invece di parlare di vittorie, successi, nuovi record, spesso si fanno inchieste su nuovi farmaci, nuove sostanze chimiche che possono o potrebbero aiutare gli atleti ad andare oltre i limiti.

Che cos’è il doping

Ma che cos’è, nel dettaglio, il doping? In genere, identifichiamo con questo termine dei preparati chimici che servono per potenziare il corpo di un atleta e, quindi, gli darebbe la possibilità di poter avere delle prestazioni sportive incredibile, annullando la sensazione di dolore o fatica facendo crescere la massa muscolare.

I primi paesi che utilizzarono in modo massiccio sostanze dopanti furono quelli dell’Europa dell’est, con la ex DDR (ovvero la Germania Est) a fare la voce grossa. Precursori in epoche dove l’antidoping non esisteva o, comunque, aveva un ruolo molto marginale.

La storia nella DDR

Un doping assunto in maniera sistematica dagli anni cinquanta agli anni ottanta soprattutto sugli atleti che partecipavano alle Olimpiadi. Non si conosceva il doping ma non si conoscevano nemmeno gli effetti collaterali dello stesso: i miglioramenti, di struttura fisica e risultati agonistici, erano evidenti, ma il problema è stato a posteriori: con donne che venivano bombardate di ormoni maschili, queste hanno ottenuto gravi danni fisici e psicologici.

Un esempio su tutti: la pesista Heidi Krieger è stata costretta a diventare un uomo, a causa degli enormi cambiamenti nel fisico. Anche se il primo, grande, scandalo legato al doping è quello che ha colpito alle Olimpiadi di Seul 1988 Ben Johnson, squalificato dopo aver vinto i 100 metri piani e stabilito il nuovo record del mondo, poi annullato.

I casi storici: Ben Johnson, Marion Jones e Lance Armstrong

E come non ricordare Marion Jones, rea confessa e privata di tutte le sue medaglie olimpiche. Anche la figura di Marco Pantani viene spesso ricollegata all’uso e abuso di doping: escluso dal Giro d’Italia del 1999 alla vigilia della penultima tappa mentre era largamente in testa alla classifica, su Pantani non ci sono mai stati però risultati positivi a sostanze dopanti, ma solo un livello di ematocrito superiore al valore massimo consentito.

E che dire di Lance Armstrong, sicuramente la più grande truffa mai avvenuta nel mondo dello sport: il ciclista americano ha vinto sette Tour De France consecutivi, dal 1999 al 2005, ma nel 2012 dopo attente ricerche si venne a sapere che fece uso sistematico di sostanze dopanti dopo aver sconfitto un tumore. Risultato: squalifica a vita e revoca di tutti i titoli conquistati.

In Italia il caso più clamoroso e recente riguarda l’atleta Alex Schwazer, che il 6 agosto 2012 risultò positivo all’EPO e venne squalificato dai giochi olimpici.

Il regolamento

I controlli oggi sono molti, ma l’uso di sostanze e terapie dopanti è ormai diventata una prassi sia tra gli sportivi, sia tra i dilettanti.

A livello regolamentare il C.I.O (Comitato Olimpico Internazionale) ha stilato un elenco di farmaci “proibiti”,che viene tenuto costantemente aggiornato; gli atleti vengono obbligati a sottoporsi a controlli antidoping, che si effettuano mediante l’analisi delle urine e in alcuni casi anche del sangue

Ad oggi la legge italiana non prevede un regolamento preciso per la gestione di questi preparati

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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