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Neymar, foto Wikimedia
Neymar, foto Wikimedia

Fondi d’investimento al bando: vince la Fifa, o forse no

Dal 27 luglio la Fifa ha ufficializzato che la proprietà dei cartellini di calciatori non può essere gestita da privati e fondi d’investimento.

A molti questa potrebbe sembrare una cosa senza importanza, ma la decisione del tribunale di Bruxelles potrebbe avere una svolta storica: perché quella che viene chiamata “Third-party ownership” viene definitivamente messa al bando, vietata.

Soltanto società di calcio potranno avere la titolarità dei cartellini dei calciatori. Sembra una cosa scontata, ma così non è, visto che nel corso degli anni abbiamo assistito a situazioni spesso paradossali, scandali e molto altro.

Una vittoria per la Fifa, in un periodo non proprio allegro per il massimo organismo internazionale del calcio. La decisione presa, di fatto, autorizza la Fifa a confermare il divieto di detenere diritti di proprietà sui cartellini dei giocatori imposto agli investitori privati; un qualcosa di legale e che non viola le regole della libera concorrenza in Europa.

Il tribunale di Bruxelles ha lavorato e alla fine respinto il ricorso presentato dal fondo di investimenti privati Doyen e da un club della seconda divisione belga, il Seraing.

Il primo lavora da tempo al fianco di Adriano Galliani nelle attività di calciomercato del Milan.

La “Third-party ownership” (o “Tpo”) è la base del calciomercato soprattutto in America Latina, Portogallo e Spagna; tra i casi più famosi, quello di Neymar. Certo, manca un regolamento ad hoc, ma da oggi le cose potrebbero davvero cambiare.

Già, perché prima per un trasferimento dovevano essere tutti d’accordo: società che vende (ovvio), società che acquista (ovvio anche questa), calciatore (palese) e tutti coloro che ne detengono quote in un cartellino: alla fine uno spezzatino, con un 10% del cartellino a questo, un 15% a quello e così via.

Vendere giocatori come capi di bestiame: perché, in fin dei conti, i fondi d’investimento hanno sempre fatto solo quello. Ora le cose cambieranno? Sarà solo il tempo a dirlo…

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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