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Matteo Fontana
Matteo Fontana

Matteo Fontana: ok a Budapest, ma il tendine fa crack

Buona prova di Matteo Fontana nella tappa di Budapest della Coppa del Mondo di triatlon, ma il milanese torna dall’Ungheria con un infortunio al tendine tibiale destro.

Fontana ha chiuso al nono posto nella gara 70.3 (1.9 nuoto, 90km in bici, 21km di corsa) vinta dal neozelandese Terenzo Bozzone (03:46:56), ma per un certo periodo ha lottato davvero per il podio. Arrivato infatti alla quarta posizione nell’ultima frazione di running, il brianzolo ha dovuto rallentare il passo a causa di un fortissimo dolore al tendine tibiale destro.

Per lui una gara ad alto livello che ha fatto registrare il 2° tempo assoluto nella frazione in bici. “Sono uscito dalla prova ciclistica in 5^ posizione – racconta Fontana – recuperando fino alla 4^. Poi ho accusato il dolore al tendine ed ho dovuto mollare proprio quando iniziavo a sperare in un grande risultato. Sono andato di conserva fino al traguardo, soffrendo tantissimo, ma volevo dimostrare di avere carattere e di essere in grado di tenere duro”.

Matteo Fontana, bilancio da Budapest

Esco dall’ appuntamento di Budapest con il morale alto. I motivi sono semplici. Ho potuto verificare il mio stato di forma e so che devo lavorare sulla parte in acqua. Proprio questo mio limite però mi lascia fiducioso. Sto infatti seguendo un programma per colmare le lacune grazie ai tecnici di Xmetrics e sono convinto che questo lavoro nel medio periodo pagherà”.

I NUMERI: Un’analisi post gara rivelato che il 6° posto era a solo 1′:02″ e probabilmente senza il dolore al tendine sarebbe stato accessibile un piazzamento nella top 5.

PROSSIMI OBIETTIVI: La priorità è ora quella di rientrare in Italia e capire l’entità del problema tendineo. “Durante gli ultimi 2 giri temevo si rompesse”, e poi l’attenzione massima andrà all’Ironman di Barcellona del 4 ottobre.

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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