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Jasmin Dotti
Jasmin Dotti (Foto di Frank Ventrella)

Jasmine Dotti: “Ciclismo, un affare di famiglia”

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La giovane Jasmine Dotti di Cogliate, promessa del nostro ciclismo, si è raccontata ai microfoni di Milano Sportiva. Ci ha raccontato da dove nasce la sua passione per questo sport e cosa si aspetta dal futuro dopo qualche infortunio di troppo che le ha fatto perdere qualche gara e appuntamento importante, ma non la voglia di stare in sella e di pedalare. Ne è venuto fuori un ritratto divertente e simpatico di questa di questa speranza del nostro sport.

Da dove nasce la tua passione per il ciclismo?

La mia passione per il ciclismo nasce dal vedere mio papà correre fin da quando ero ancora nella pancia di mia mamma. Successivamente anche dal vedere mio cugino di un anno più grande correre, però i miei genitori non ci hanno creduto fino ai nove anni.

Hai sempre fatto ciclismo?

Si ho sempre fatto solo ciclismo. Ho fatto qualche anno nuoto solo per imparare a nuotare, ma nessuno sport mi ha mai appassionato oltre la bici.

Quali risultati hai raggiunto finora?

Fino ad ora ho ottenuto diversi piazzamenti sia in strada che nel cross con titoli regionali e sempre piazzamenti, proprio ai piedi del podio nei nazionali di ciclocross e anche in pista. Fino a quando ho corso per la Fiorin ho ottenuto discreti risultati e qualche regionale. Ora mi sono buttata anche sullo scatto fisso, un po’ per sfida un po’ per gioco e ho corso la Redhook di Milano e, considerando che ho commesso diversi errori nell’ultimo giro, ho portato a casa un ottimo sesto posto e ho fatto divertire chi mi è venuto a vedere facendo una gara sempre tra le prime.
Adesso in questa stagione appena iniziata di cross ho già raccolto due vittorie perciò sono felice di questi miglioramenti.

Sei molto giovane, ma sei soddisfatta della tua carriera?

Sono abbastanza soddisfatta della mia “carriera” anche se so che, senza i diversi infortuni e diversi ostacoli, avrei potuto raccogliere molto di più.

Quali sono le tue prospettive future?

Quest’anno correrò ancora per la Chirio Forno d’Asolo che devo ringraziare per avermi accolta a giugno quando volevo tornare a correre in Italia e che mi ha permesso di correre sempre e che mi permetterà di correre con lo scatto fisso il prossimo anno. Inoltre mi cimenterò proprio in questa nuova disciplina appoggiata dalla Ridewill-oscar cycling. Diciamo che spero di fare un ottima stagione, i presupposti ci sono tutti, ora sono affiancata da persone che ci credono quasi più di me, sia a livello affettivo che di preparazione, e mi stanno aiutando a superare le mie insicurezze e mi stanno rendendo più forte e i risultati si iniziano a vedere.

Cosa fai nella vita oltre al ciclismo? Lavori, studi?

Sono estetista e sto cercando di farmi un bel giro di clientela, vorrei riuscirci perché è un lavoro che non mi pregiudicherebbe allenamenti e gare e che mi permetterebbe di conciliare gare e lavoro.

La corsa pių bella che hai fatto?

Ne ho due. Uno č il RideLondon di Londra, un criterium in centro a Londra davanti a Buckingham Palace, davvero spettacolare e emozionante come gara. Poi mi ha molto colpito la Redhook di Milano soprattutto per il pubblico che mi ha ricordato i criterium d’oltremanica.

La delusione più grande?

La più grande delusione è stata proprio lo scorso anno al RideLondon, ci tenevo moltissimo, mi ero allenata e preparata per quella gara, poi però mi sono ammalata e non ho detto niente a nessuno a casa per non fare preoccupare e da un possibile piazzamento nei cinque sono a riuscita a finirla con grande sofferenza. Il giorno dopo ho preso l’aereo e sono tornata.

Se non sbaglio fai sia strada che ciclocross, quale preferisci? Dove hai ottenuto risultati migliori?

Non ho preferenze finché mi diverto. Risultati migliori se consideriamo i campionati italiani direi cross visto che ho concluso molte volte quarta, quinta, settima.

Quante ore ti alleni al giorno?

Minimo due ore, poi dipende dai lavori che devo svolgere.

Cosa ti pesa di più in questo sport?

Tante volte mi pesa uscire in bici ad allenarmi da sola.

Quale cosa invece ti piace di più?

L’adrenalina che provi in gara, soprattutto quelle corte. E come ogni ciclista, ovviamente, vincere

Quante gare fai all’anno?

Questo non te lo saprei dire, dipende dalle squadre in cui corri e i programmi della squadra

Sogno nel cassetto?

Eh ma i sogni non si possono dire!!! 😉 Spero di realizzarlo e fartelo sapere dopo (ride). Viva la superstizione!

C’è qualche aneddoto curioso relativo a qualche gara che vuoi raccontare?

Un aneddoto curioso secondo me potrebbe essere non legato ad una gara ma, piuttosto a come ho iniziato a correre. Infatti i miei genitori non volevano corressi perché credevano che io volessi correre in bici solo perché vedevo mio papā e mio cugino, credevano che non avrei continuato e mi sarei stancata. Allora con complice mio nonno sono andata un giovedė sera sono andata in sede della Ciclamanti, dove correva mio cugino, e mi sono fatta dare il modulo d’iscrizione. Avevo nove anni e avrei dovuto fare la comunione e siccome io non la volevo fare ma ero diciamo “obbligata”, quando mi hanno chiesto cosa avrei voluto come regalo io gli ho risposto dicendo “visto che mi volete far fare la comunione io voglio questo” e gli ho dato il modulo. Il pomeriggio stesso della comunione ho corso la mia prima gara.

About Jacopo Dalla Palma

Giornalista pubblicista, laureato in psicologia con una tesi sul mental coach nello sport, alla sera non va a letto se non ha fatto un giro di notizie su Televideo per capire cosa è successo in giornata nel mondo del calcio, passando per la pallamano senza tralasciare hockey pista e pallavolo. Insomma non si fa mancare nessuno sport, anche se predilige il rugby e i suoi interpreti per aver lavorato in passato con varie squadre come ufficio stampa.

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