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Aldo Serena (Foto da Ufficio Stampa | SuperNews)

Milan, Aldo Serena: “Forte la speranza di approdare in Europa”

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news.superscommesse.it ha intervistato in esclusiva Aldo Serena, attuale commentatore Mediaset e in passato giocatore tra le altre di Milan, Inter, Juventus, Torino, Como e Bari. Una carriera da calciatore importante, che ha visto Serena vincere 4 scudetti (2 con la maglia del Milan, uno con l’Inter e uno con la Juve), una Coppa Intercontinentale nel 1985 con la Juventus, senza dimenticare il bronzo mondiale del 1990, 2 Supercoppe italiana e 1 Coppa Italia. Nell’intervista si è parlato della lotta scudetto che vede in vantaggio l’Inter seguita dal Napoli, del momento non proprio felice che stanno vivendo Roma e Milan e infine della situazione delle italiane in Europa, con chiosa finale sulla Nazionale di Antonio Conte che si appresta ad affrontare l’Europeo in Francia.

Ormai il girone d’andata volge al termine e la classifica pian piano inizia a delinearsi. Secondo lei ad oggi chi è favorita per la vittoria finale?
Alla luce dei risultati e della condizione generale penso che l‘Inter essendo in testa, nonostante un risicato vantaggio su Fiorentina, Napoli e Juventus,  abbia tutte le carte in regola per poter girare in testa al giro di boa e quindi è leggermente avvantaggiata sotto questo profilo. Va detto comunque che la Juventus ha dato una dimostrazione di forza notevole nell’ultimo periodo e secondo me, assieme al Napoli, è la seconda accreditata per la vittoria finale del campionato. Non tralascio la Fiorentina, che sta facendo cose straordinarie con Paulo Sousa che è stato capace di creare un vero e proprio”gioiellino”. I “viola” sono sicuramente un’ottima squadra che gioca bene anche se le loro qualità tecniche sono inferiori rispetto a quelle di Inter, Napoli e Juventus.

Crede quindi che l’Inter possa difendersi da un possibile ritorno delle inseguitrici?
Credo di sì. Non dimentichiamoci che l’Inter rispetto a Napoli, Fiorentina e Juventus non ha le coppe e questo è un vantaggio non di poco conto, dato che permette a Mancini di poter lavorare in maniera certamente meno assillante durante la settimana. Certo, se la Juventus dovesse uscire dalla Champions, le cose potrebbero cambiare.

Come spiega invece il momento poco felice di Milan e Roma e soprattutto perché queste due squadre mancano di continuità?
Devo dire che le analisi su queste due squadre devono essere fatte in maniera diversa, perché la Roma è arrivata seconda per due anni consecutivi e quest’anno si candidava alla vittoria dello scudetto in maniera abbastanza decisa. Stava vivendo un momento d’oro quando Salah e Gervinho erano in grande condizione, frutto di un gioco di rimessa, basato in particolar modo sulle loro ripartenze. Dopo gli infortuni però qualcosa non è andato. Adesso è una squadra che fatica ad avere un equilibrio tattico, non fa bene la fase difensiva e ha un giocatore come Dzeko che ha buone qualità ma che deve essere sfruttato meglio dagli esterni d’attacco Salah, Gervinho e Iago Falquè, giocatori di indubbio potenziale tecnico ma che sono troppo individualisti. Non mi sembra una squadra creata in maniera armonica. Il Milan, invece, ha avuto una trasformazione notevole in estate, dato che ha cambiato allenatore, anche se devo dire che il “verbo” di Mihajlovic non è ancora passato. Il serbo, infatti,  non è riuscito a far capire ai propri uomini l’intensità di gioco e l’atteggiamento che devono avere in campo. Bisogna comunque dire che l’ex allenatore della Sampdoria qualche attenuante ce l’ha, in quanto il centrocampo che ha disposizione pecca sia nella fase di impostazione che in quella di interdizione. Per il resto è una squadra che ha una retroguardia di buon livello e un attaccante come Bacca che è in grado di fare gol, anche se non gli arrivano sempre buoni palloni da poter mettere in porta.

Sabato, alle ore 20.45, è in programma proprio Roma-Milan. Secondo lei è l’ultima spiaggia per entrambi i tecnici, stando alle voci, sempre ricorrenti, di un loro possibile esonero in caso di risultato negativo?
Potrebbe anche essere. Entrambi gli allenatori sono in un momento difficile e hanno delle problematiche interne abbastanza evidenti. Sui media si sono lette cose ben precise su una difficoltà relazionale tra loro e i propri presidenti. Con questo non voglio dire che i rapporti sono definitivamente rotti, ma sicuramente sono incrinati e questo non giova assolutamente alla squadra.

Di conseguenza crede che il prossimo anno sulla panchina di Roma e Milan vedremo due nuovi tecnici?
E’ presto per dirlo, non dimentichiamoci che siamo solo alla fine del girone d’andata e nel calcio le cose cambiano in fretta. In questo momento però la situazione è tutt’altro che tranquilla. Inoltre, credo che il Milan non abbia più grosse ambizioni in questo campionato, dato che ha davanti troppe squadre che tra l’altro sono sicuramente maggiormente attrezzate. Difficile che riesca a centrare la qualificazione in una competizione europea tramite il campionato.  Per i rossoneri è sicuramente più agevole, almeno in questo momento, tentare l’approdo in Europa tramite la Coppa Italia.

Un’ultimissima domanda: Lei ha giocato nelle due squadre di Milano e nelle due squadre di Torino. Come ci si sente a passare da una parte all’altra della città? E soprattutto ha avuto problemi con i tifosi della vecchia squadra?
A Milano non ho avuto particolari problemi, sia perché Milano è una città internazionale, ma anche e soprattutto perché Milan e Inter si allenano fuori città. Ho avuto qualche difficoltà legata al cambio di casacca, ma non particolari problemi. Ho avuto maggiori difficoltà invece dal passaggio dal Torino alla Juventus, con i tifosi granata che non l’hanno presa benissimo, facendosi sentire per molto tempo in maniera abbastanza forte.

About Mauro Carturan

Amo lo sport e la tecnologia, da sempre provo a combinarli e farne un lavoro. Sono cresciuto col mito degli Azzurri del 1982, di Paolo Rossi e Platini. John McEnroe, Katarina Witt e la pallavolo mi hanno però fatto scoprire quanto siano belli tutti gli sport.

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