Regina Baresi, foto Facebook

Bella, sensuale, ma soprattutto bomber. Perché Regina Baresi è la degna rappresentante di due mondi così lontani e vicini allo stesso tempo: calcio e donne, un binomio che in Italia però fa fatica ad emergere: “Il calcio femminile non è considerato professionistico e siamo costretti ad andare avanti grazie agli sponsor – le prime parole di Regina Baresi – si va avanti solo per la nostra passione, quella vera. Senza dimenticare che non siamo molto seguiti nemmeno dai media, a parte alcune partite decisive”.

Regina Baresi, foto Facebook
Regina Baresi, foto Facebook

POCHI SOLDI, MEDIA ASSENTI – Uno scenario che, se portato fuori dai confini nazionali, si ribalta totalmente: “All’estero molte ragazze lo fanno come lavoro e hanno riconoscimenti come gli uomini – prosegue Regina – credo che basterebbe poco per fare quel passo in più, per cercare di essere maggiormente seguiti”. Certo è che il calcio in rosa, negli ultimi anni, ha vissuto un grande boom: “Prima i genitori cercavano di deviare le idee delle figlie su altri sport – il suo pensiero – ora anche i genitori lasciano più spazio e grazie anche a questo si è registrato un aumento delle bambine che giocano a calcio. Certo, siamo fisicamente troppo differenti dagli uomini, non si può avere lo stesso calcio. Noi magari ci mettiamo anche più passione, perché lo facciamo solo per questo”.

Regina Baresi e Giuseppe Baresi, foto Facebook
Regina Baresi e Giuseppe Baresi, foto Facebook

UN GIRONE CON MILAN LADIES, BOCCONI E REAL MEDA – La stagione dell’Inter Femminile viaggia a vele spiegate: primo posto in coabitazione con il Como, in un girone che prevede tanti derby contro Real Meda, Bocconi Milano e Milan Ladies. E tanta voglia di emergere: “Noi ce la mettiamo sempre tutta in campo, poi a fine stagione tireremo le somme – precisa ancora Regina Baresi – la stagione è ancora lunga e impegnativa, vedremo se riusciremo a toglierci delle soddisfazioni. Noi, di certo, non ci nascondiamo”. Il calcio femminile e i pregiudizi, ma anche papà Giuseppe e zio Franco, due colonne rispettivamente di Inter e Milan: “Spesso mi danno dei consigli, anche se non parliamo solo di calcio. Quando ho iniziato i miei genitori mi misero all’erta sul fatto che il calcio rovina il fisico, è uno sport maschile e che era meglio fare qualcosa come danza e pallavolo. Ma alla fine mi hanno sempre sostenuto e devo ringraziarli pubblicamente per quello che sono riuscita a fare”.

LA RICETTA DI REGINA BARESI – Regina Baresi: è un’icona del calcio femminile, una di quelle figure che potrebbe davvero trainare il mondo del calcio in rosa. Ma cosa servirebbe per emergere definitivamente? “Abbattere i pregiudizi, avere più soldi e, magari, anche club maschili che curano pure la parte femminile. PSG e Barcellona lo fanno già e le loro rappresentanti femminili sono squadre di primissimo livello. Questo aiuterebbe anche noi giocatrici a dare il 200%”.

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.