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Massimo Moratti, foto Wikimedia Commons

25 febbraio 1995: Massimo Moratti acquista l’Inter

La figura del presidente è spesso una fra le più chiacchierate in Italia. Difficile accontentare i sempre esigenti tifosi, occorrono ingenti capitali e un grande attaccamento al club, caratteristiche che hanno contraddistinto l’Inter targata Massimo Moratti.

AMORE DI FAMIGLIA – Figlio di Angelo – patron nerazzurro dal 1955 al 1968 – acquista ufficialmente la società il 25 febbraio 1995. Avvicendato Ernesto Pellegrini, la prima uscita avviene nella vittoria casalinga contro il Brescia per 1-0. La stagione è piuttosto turbolenta, ma viene conclusa con la qualificazione in Coppa Uefa all’ultima giornata. Decisivo il gol di Marco Del Vecchio al 92′ nel 2-1 casalingo sul Padova.

GIOIE E DOLORI – L’anno seguente si alternano vari allenatori: sostituito Bianchi con la leggenda Luis Suarez, le redini del gruppo passano poi all’inglese Roy Hodgson. Diversi cambi in corsa che portano alla fine un rispettabilissimo terzo posto assieme alla finalissima di Coppa Uefa, persa ai rigori contro i tedeschi dello Schalke 04. Il trofeo – complice l’acquisto del brasiliano Ronaldo – arriva nell’edizione successiva col 3-0 rifilato alla Lazio. La squadra è strepitosa e assorbe perfettamente le direttive di mister Simoni, anche se lo scudetto viene vinto dalla Juventus. A pesare lo scontro diretto a Torino e il mancato rigore assegnato al ‘Fenomeno’ su fallo di Iuliano.

IL TRIPLETE – Il torto arbitrale ferisce l’ambiente e le prestazioni sul campo deludono la piazza fino al 2001-2002. Malgrado una leadership lungamente mantenuta in classifica, la truppa diretta da Hector Cuper cede il passo all’ultima giornata ancora alla Juventus. Manca ormai poco allo scandalo Calciopoli, tappa determinante per un’era, quella di Roberto Mancini, che vede tre trionfi in Serie A, oltre a due Coppe Italia e altrettante Supercoppe italiane. Il trionfo europeo arriva però grazie a José Mourinho, abile a confermare in un biennio il primato nazionale e riportare dopo 45 anni la Champions League nella bacheca meneghina. Realizzato lo storico triplete, giunge pure la Coppa del Mondo per club con Rafa Benitez prima che nel 2013 l’International Sports Capital passi all’indonesiano Erick Thohir. L’addio definitivo giunge il 23 ottobre 2014 con le dimissioni da presidente onorario che nulla tolgono a un’era straordinaria, impreziosita dai 16 trofei conquistati.

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