elena bertocchi

La tuffatrice milanese della Canottieri Milano, Elena Bertocchi, è stata convocata per il progetto “2020-2024”. Assieme a lei, ci sono anche la mantovana Sara Borghi e Laura Granelli (Bergamo).

Un progetto olimpico

In sostanza, si tratta di un lungo stage di quattro anni dove le atlete avranno l’occasione di trascorrere questo periodo allenandosi con i tecnici federali e rimanendo ospite del Centro a Roma. Il motivo di questo progetto è presto detto: la federnuoto ha paura che, dietro alle atlete di primo piano come Tania Cagnotto (30 anni) e Maria Marconi (31), si possa creare un buco generazionale abnorme. E dunque, ecco nascere quest’iniziativa, che ovviamente è rivolta sì alle Olimpiadi di Rio 2016, ma soprattutto a quelle di Tokyo 2020.

Il progetto dell’Acqua Acetosa

A coordinare il tutto Oscar Bertone, direttore del Centro di preparazione olimpica “Giulio Onesti” all’Acqua Acetosa a Roma. E’ chiaro che poi il futuro dipenderà dalle atlete stesse, perché in questo lasso di tempo saranno continuamente sotto osservazione, non solo durante le gare. In una disciplina come i tuffi, in cui mesi di allenamenti si esplicitano in pochi secondi di gara.

Quale futuro per Elena Bertocchi

E’ chiaro che, in caso di successo a livello internazionale, sarebbe un passo quasi automatico quello di poter avere una chiamata da un gruppo sportivo militare, cosa che ovviamente renderebbe tutto molto più semplice per quanto concerne il lavoro e l’attività sportiva. Elena Bertocchi è nata a Milano il 19 settembre 1994; il suo palmares, finora, è già molto ricco: nelle Fina Diving Grand Prix ha conquistato un bronzo a Bolzano 2013 nel trampolino 3 m Sincro, mentre a livello di campionati Italiani Assoluti Estivi ha al suo attivo un oro, un argento e sei bronzi. A livello di campionati Europei Giovanili ha vinto quattro medaglie d’oro (2012 Graz, trampolino 1m; 2011 Belgrado, Trampolino 3 m.; 2010 Helsinki, Trampolino 1m. e 2009 Budapest, Trampolino 3 m), oltre a due argenti e un bronzo.

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.