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Bruno Danovaro, foto profilo Facebook
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Bruno Danovaro vicecampione mondiale Wfc

Il milanese Bruno Danovaro si è laureato vice campione del mondo della sigla WFC, nella specialità Grappling, disciplina particolare dove vale ogni tipo di lotta. Per il 48enne meneghino si tratta di un ennesimo titolo di una carriera ormai vissuta a suon di vittorie e sorprendendo sempre tutti.

Arti Marziali, sollevamento e…

Bruno Danovaro è diventato famoso per i molti record di sollevamento professionistico e per i risultati ottenuti in svariate discipline sportive delle arti marziali: dal judo alla lotta nella gabbia, fino alle sfide con più avversari in un tempo determinato; non pago, si è cimentato molto anche con gli sport estremi ma ora ecco la nuova sfida: il 3 aprile, infatti, combattendo nel milanese, ha ottenuto il titolo di vice campione del mondo per la sigla Wfc nella specialità Grappling (dove vale ogni tipo di lotta). L’ha battuto, nell’atto conclusivo della manifestazione, un atleta ucraino decisamente più giovane e pesante 20 kg più di lui. Danovaro era al suo rientro nell’attività agonistica dopo un infortuno alla schiena subito durante un rodeo. Ha annunciato che tornerà a combattere nella gabbia alla ricerca di nuovi titoli.

Chi è Bruno Danovaro

Bruno Danovaro è un personaggio unico: in carriera ha dormito sul prato coperto dal solo cartone, l’appellativo di «uomo più forte del mondo» negli Stati Uniti, il campione del mondo di arti marziali miste e, per finire, l’infiltrato con tanto di encomi militari in Italia e, pochi giorni fa, persino in Svizzera, a testimoniare il suo forte impegno nella lotta alla droga. Vivendo le giornate in palestra come quadri di vita familiare e con la figura di Arnold Schwarzenegger calcata in testa, decise di emigrare in America, per sentire il profumo dei dollari e sorprendere il mondo con la forza dei suoi muscoli.

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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