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Roberto Cammarelle, foto Enrico Datti sito ufficiale
Roberto Cammarelle, foto Enrico Datti sito ufficiale

Roberto Cammarelle si ritira: l’ultima gara, le emozioni di un mito dello sport

L’ultima gara, quella del commiato. Il saluto ad un campione, di fronte a tanti campioni, in un contesto che sarà sicuramente un concentrato di emozioni. Venerdì 29 aprile si chiude ufficialmente la carriera di Roberto Cammarelle, uno che ha vinto tutto quello che si poteva nel corso di due decadi ricche di soddisfazioni, lacrime e gioie. La sua ultima sul ring, però, non sarà nella sua Cinisello Balsamo ma a Milano, al PalaBadminton, dove disputerà uno degli incontri del “dual match” Italia-Francia, sfida organizzata per celebrare i 100 anni della federazione pugilistica italiana.

Roberto Cammarelle e la boxe, è solo un arrivederci

Ma quello di Cammarelle sarà un addio solo alla boxe sul ring, perché il suo legame con il pugilato proseguirà: diventerà infatti il direttore tecnico del Settore Pugilato del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro. Il suo commiato, però, Roberto Cammarelle ha voluto anticiparlo e manifestarlo ai media in una location molto particolare, il carcere di Bollate. Una location che simboleggia la voglia di riscatto, quella che la boxe può e deve dare. I valori di un’antica arte, il pugilato, esaltati assieme a quelli di correttezza e sportività. Un chiaro messaggio che lo stesso Cammarelle ha voluto trasmettere ai 1.200 reclusi, una speranza di riscatto per non morire nell’attesa di tornare liberi per rifarsi una vita normale.

Foto da facebook.com/robertocammarelle/
Foto da facebook.com/robertocammarelle/

Roberto Cammarelle, a 35 anni, dice basta. E lo fa dopo 21 spesi nel mondo della boxe, con il punto più alto della sua carriera rappresentato da quell’oro alle Olimpiadi di Pechino 2008 vinto contro un avversario di casa; e poi il primo Mondiale dilettanti nel 2007 a Chicago, quello davanti a Muhammad Ali, e la riconferma nel 2009 a Milano. In tutto per Cammarelle tre medaglie olimpiche, 4 mondiali, tre europei, tre ori ai Giochi del Mediterraneo e 10 campionati italiani.

L’ultima gara al PalaBadminton

La sfida di venerdì sera comincerà alle ore 21 (diretta su SportItalia) e lo vedrà di fronte al francese Ahmed El Gazi nei +91; sarà la sfida conclusiva di una serata che vedrà alternarsi sul ring 18 pugili, per nove incontri di alta classe tra le due nazioni: “Emozioni, successi, semplicemente grazie, Roberto”. Questo era il titolo del video trasmesso in carcere: “Sono anche nel video del centenario, sono nella storia e mi fermo qui, è bello finire qui dove tutto è cominciato nel 1995”. Il presidente della Fip, Angelo Brasca, lo etichetta come “il più grande pugile dilettante di sempre” ma lui, Cammarelle, vola basso: “C’è la consapevolezza che qualcosa di importante sta per finire – le sue parole – ho deciso di smettere a metà febbraio. Devo ammettere che mi ero lasciato aperta una piccola porta per le Olimpiadi di Rio. Ma va bene così: diciamo che, in qualità di direttore tecnico del gruppo sportivo delle Fiamme Oro nella sezione pugilistica, mi dedicherò a cercare un nuovo Cammarelle”.
Lo scorso 10 marzo, a Roma, il supermassimo dominò il russo Stogov in tre riprese, mostrando lampi di classe che lasciarono un interrogativo ancora irrisolto: ma perché Roberto Cammarelle si ritira se è ancora così competitivo? Semplicemente perché ha deciso che è arrivato il momento di dire basta. Forse la cosa più difficile, il momento più complesso da comprendere, per qualsiasi sportivo, vincente e non.
Certo è che, dopo 227 incontri disputati, è difficile dire addio a chi esordì addirittura il 9 aprile 1995: “Per me la Boxe e i suoi valori sono tutto – ha proseguito Cammarelle – inizia una nuova avventura, dove cercherò di raggiungere quei successi ottenuti in carriera, perché a me piace vincere, sempre”.

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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