Nikola Jovovic, Gi Group Team Monza

Il Gi Group Team Monza ha annunciato il rinnovo del contratto, fino al 2018, del palleggiatore Nikola Jovovic, in forza al club brianzolo da due anni. Il prolungamento dell’accordo tra la società monzese e l’alzatore della nazionale serba si presenta quindi come uno dei colpi di mercato per la prossima stagione messo a segno dal direttore sportivo Claudio Bonati.

Nikoa Jovovic, una conferma di spessore per il Gi Group Team Monza

La conferma arriva dopo le due ottime stagioni disputate da Jovovic con la prima squadra del Consorzio Vero Volley. Solo nell’ultima, il “ragazzo” di Novi Sad ha chiuso con 28 presenze e 110 set disputati, 70 punti, 19 ace, 40,4% in attacco e 28 muri messi a segno, 0,25 a set. “Sono molto felice. Ormai qui a Monza mi sento a casa. Il lavoro che abbiamo fatto in queste due stagioni tornerà utile sicuramente per il prossimo anno, visto che siamo proiettati sempre a migliorare. Questo Consorzio sta crescendo a vista d’occhio, e non solo per la squadra di Superlega ma anche sul versante femminile che dalla prossima stagione militerà nel massimo campionato di pallavolo italiano. Questo ci ha permesso di fare un salto di qualità non indifferente come realtà italiana e questo, chiaramente, non può che far piacere. La nostra squadra? Sarà un buon gruppo con cui speriamo di raggiungere il nostro obiettivo, ovvero quello di giocare i play-off e perché no, provare ad entrare tra i primi cinque sestetti d’Italia. In tante squadre si sono rinforzate, non sarà semplice. Noi, però, non vediamo l’ora di iniziare per dimostrare il nostro valore”.

Nikola Jovovic è nato a Novi Sad, in Serbia, il 13 Febbraio 1992. Oltre che quella del Gi Group Monza, ha indossato le maglie anche di VfB Friedrichshafen (Germania) e Vojvodina Novi Sad (Serbia).

Luca Talotta
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Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.