Viste le Olimpiadi di Rio 2016 in tv, Matteo Morandi torna ad allenarsi con la Casati Arcore. Una storia da libro cuore.

DOVE TUTTO È COMINCIATO

“Fino a dicembre, in accordo con l’Aeronautica, seguirò gli allenamenti e darò il mio contributo in Casati – ha raccontato l’atleta, classe ’81– Me lo hanno chiesto e sono stato felice di accettare, tra l’altro è la società con cui tutto è cominciato: allenarmi e seguire i ragazzi più giovani per me è solo un piacere. Pur non ottenuta la qualificazione, tradito da un infortunio, lo spettacolo dei Giochi si è rivelato imperdibile. “Ho seguito tutte le Olimpiadi, non solo la ginnastica. E ho provato una grande nostalgia continua Morandi – Nostalgia per tutto, a partire dalla cerimonia di apertura: ne ho vissute tre – Atene 2004, Pechino 2008 e Londra 2012 chiusa con uno splendido bronzo – e un po’ è dispiaciuto non esserci. Le Olimpiadi sono davvero il momento più bello della carriera di un atleta. Ma l’anno scorso è andata così. Ci ho provato ma non è bastato, mi sono rimesso in gioco in tre mesi, ma come si è visto nella finale olimpica tanti degli avversari hanno potuto contare anche sulla giovane età”.

POTENZIALITÀ INESPRESSE

Un forfait che proprio non ci voleva. Carriera azzurra iniziata nel 1995 con le giovanili, debutto nella nazionale maggiore nel ’99. Oro andato per la cronaca al greco Eleftherios Petrounias. Subito dietro il brasiliano Arthur Zanetti e al russo Denis Abliazin. Belle parole nei confronti Matteo Morandi le ha spese Igor Cassina: “Con Igor sono amico da una vita e ha sempre delle belle parole. Magari la finale ci sarebbe potuta stare, sinceramente credo di sì. Ma col senno di poi…”. I propositi per Europei e Mondiali di specialità del 2017? “A questo risponderò a fine anno”. Appuntamento al 12 settembre al PalaUnimec di Arcore.

Manuel Magarini
manuel.magarini@gmail.com

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