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Francesca Schiavone si ritira: l’ultimo ruggito della Leonessa

Francesca Schiavone ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal tennis professionistico. E lo ha fatto ad Hobart, dove è impegnata nel torneo WTA locale. La tennista milanese ne ha parlato subito dopo la conferenza stampa dopo il ko contro Jana Fett.

Francesca Schiavone si ritira

Uscita dal torneo australiano, la meneghina ha ammesso che il 2017 sarà la sua ultima stagione agonistica: “Questo sport è una droga per me, lo amo. Ma è arrivato il momento di prendere una decisione. Il 2017 sarà il mio ultimo anno nel circuito”. Parole che fanno male, soprattutto per chi l’ha seguita da sempre. E ne ha trovato gioia nel parlare della sua vittoria al Roland Garros. Era il 2010. Oggi, invece, Francesca Schiavone perde contro la numero 340 del mondo, Jana Fett. Troppo per poter proseguire e rimanere ancora ad alti livelli.

Una vita di successi

Il Roland Garros 2010, ma non solo. Perché Francesca Schiavone, classe 1980 e professionista dal 1998, in carriera ha vinto sette titoli e raggiunto il punto più alto nella classifica WTA nel 2011. Quarto posto nel ranking mondiale a gennaio 2011, quando sfiorò la doppietta al Roland Garros. Perse in finale contro Li Na. Ha vinto tre volte la Federation Cup con l’Italia: 2006, 2009 e 2010. Ha accumulato montepremi per oltre 10.000.000 di dollari, prima italiana a raggiungere tale risultato.

Il futuro della Leonessa

Ha battuto tantissime ex numero uno del mondo: Serena Williams, Caroline Wozniacki, Justine Henin, Amélie Mauresmo, Dinara Safina e Jelena Jankovic. Solo per citarne alcune. Ora, per lei, si apriranno nuove finestre. Appesa la racchetta al chiodo, cosa farà da grande è un mistero ancora. Inizierà la carriera di allenatrice. Forse. Per rimanere una figura di riferimento per il mondo del tennis.

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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