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I finalisti del singolare: Jacopo Mora e Sara Marcionni (Foto da Ufficio Stampa Asd Training Team - Tennis Rozzano)

Tennis Rozzano: addio alla Federazione dopo 40 anni

Decisione dura e precisa quella del Tennis Rozzano, che ha annunciato che non si affilierà più alla Federazione italiana tennis dopo 40 anni. Un fulmine a ciel sereno, ma c’era un pò da aspettarselo.

Tennis Rozzano, addio alla Fit

La decisione presa dal circolo Tennis Rozzano è stata spiegata con una nota apparsa sul sito ufficiale dello stesso. La struttura, una delle più attive di tutto il territorio nazionale, ha detto stop. Basta a legami con una Federazione nella quale non ci si riconosce. “In questi anni, abbiamo ottenuto risultati importanti su tutti i fronti: aumento di tesserati, di agonisti, squadre, tornei, vittorie – le parole della Direttrice Sportiva del TR Amanda Gesualdi – Abbiamo vinto un Titolo Italiano di serie B a Squadre, un terzo posto in A2, diversi playoff, svariate finali; vinto più di 6 titoli lombardi assoluti, ecc. Ogni anno, tra campionati invernali ed estivi, iscrivevamo 11/13 squadre; organizzavamo 5/7 tornei di cui anche Open”.

Un futuro che non c’è

“Questi ultimi 16 anni sono stati i più duri di sempre per in relazione con la Federazione – si legge nella nota -. Mai come in questo lungo periodo le lamentele di Circoli, Maestri, Presidenti, si sono fatte sentire. A noi non interessa lamentarci; la coerenza, il rispetto, il senso di responsabilità ci hanno sempre distinto”. Il motivo dei contrasti viene così descritto. “L’agonismo è sempre stato prerogativa irrinunciabile per il Tennis Rozzano. Ma nel rapporto sportivo con la Federazione è divenuto una voce di sola amarezza ed oneri. Purtroppo il bilancio sportivo, etico e morale del 2016 del rapporto con la Federazione, si è chiuso con un passivo non più sostenibile. Non a caso, parliamo di “bilancio” e di “passivo”. Parole proprie di un’entità commerciale, che ricorrono e primeggiano nelle assemblee federali ed in una politica federale in cui sportivamente non ci riconosciamo ormai da tempo”.

La passività sportiva che non piace

“Una “passività sportiva” in cui non ritroviamo più quei valori che i nostri tecnici, i nostri allievi, i nostri giocatori, i nostri soci vengono per tradizione e per convinzione educati a portare in campo sempre e ad ogni livello.” – ribadisce Amanda Gesualdi – I bilanci federali, i risultati economici degli Internazionali, le continue “valorizzazioni” mediatiche dei risultati di giocatori da anni all’estero e che si allenano con tecnici stranieri non costituiscono priorità che la nostra associazione si sente di condividere oltre. Né di finanziare con attività e responsabilità che producono costi in tasse prive di servizi, contributi ed utilità. L’attenzione continua a regolamenti mensilmente sempre più estenuanti nella loro complessità, le tasse federali, la burocrazia, l’obbligo di tesserare anche chi non pratica attività sportiva o i nonni che frequentano il circolo per portare i nipoti alla scuola di avviamento, dal primo di Gennaio non appartengono più alla quotidianità del Tennis Rozzano”.

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d’adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l’hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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2 comments

  1. Assolutamente d’accordo. Pagare viaggi alberghi alla Pericoli e Pietrangeli è vergognoso. Basta con questa geriatria, investiamo nei circoli.

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