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Dorando Pietri

Dorando Pietri: 75 anni fa la scomparsa dello sconfitto più noto della storia

Ricorre oggi il 75esimo anniversario dalla scomparsa di Dorando Pietri, uno sportivo entrato nella storia per una sconfitta. Alle Olimpiadi di Londra, nel 1908, pur essendo a un passo, non arrivò mai a tagliare il traguardo.

Dorando Pietri: quando una sconfitta ti regala la fama

E’ consuetudine per uno sportivo entrare di diritto nella storia per una vittoria, ma non è stato così per Dorando Pietri. L’atleta emiliano, nonostante un fisico tutt’altro che poderoso (era alto solo 1,60m) viene ricordato per quanto accaduto il 23 luglio 1908 alle Olimpiadi di Londra.

Riuscire a partecipare a quella maratona è stato un traguardo ottenuto con grande fatica. Pietri si qualifica infatti alla gara nella sua Carpi, dove corse in 2 ore e 38 minuti. Il tempo più veloce fino a quel momento in Italia.

Nella capitale inglese, però, non tutto andò come si aspettava. L’intenzine di Dorando era di partire cauto, per poi mettere in atto lo sprint nei chilometri finali. Appena superati i 20 chilometri, cominciò la progressione che lo portò a riprendere il primo, l’atleta sudafricano Charles Hefferon, quando mancavano meno di tre chilometri all’arrivo.

Complice anche il caldo di quella giornata, lo sportivo era sempre più stremato, quasi disidratato. Una volta entrato allo stadio, faticava a reggersi in piedi, al punto tale da sbagliare strada. I giudici gli fecero notare l’errore e lo fecero tornare indietro. Pietri però era sempre più affaticato e svenne. Riuscì a rialzarsi solo con l’aiuto dei giudici.  Cadde quattro volte in 200 metri prima di tagliare il traguardo, ma in ogni occasione i giudici si mostrarono solerti ad aiutarlo

Al traguardo ci arrivò così in 2 ore e 54 secondi. Al quinto svenimento divenne inevitabile portarlo via in barella. Nello stesso momento entrò allo stadio il secondo atleta, l’americano Johnny Hayes, che si piazzò secondo.

La squadra statunitense non era però disposta a stare a guardare e fece ricorso per ottenere l’eliminazione dell’atleta italiano. La richiesta fu accolta. In nessun registro olimpico nè in un albo dei vincitori, è possibile trovare il suo nome, Dorando Pietri da Mandrio. Un rammarico enorme, visto che si tratta del corridore più grande della sua epoca.

Dorando Pietri: la sua storia in un fumetto

Anche i più giovani hanno ora la possibilità di conoscere meglio la storia sportiva di Dorando Pietri. A fine 2016 è infatti uscito un fumetto a lui dedicato dal titolo “Una storia di cuore e gambe”. La sceneggiatura è curata da Antonio Recupero e disegnata da Luca Ferrara per l’editore Tunue.

Si tratta di una graphic novel, incentrata sullo sportivo entrato suo malgrado negli annali per una vicenda spiacevole. In occasione della maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908, squalificato dopo il traguardo per l’aiuto irregolare dei giudici colpiti dal suo arrivo barcollante.

Non ci si ferma comunque a questo spiacevole episodio. Le vignette raccontano anche la rivincita ottenuta contro il rivale “Hayes” al Madison Square Garden di New York.

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