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Milano Baseball, fine del sogno: si riparte dalla Serie C

La festa di inizio stagione del Milano Baseball è tornata nella sua sede abituale dell’Auditorium al Quartiere degli Olmi. Un ritorno al passato che ha coinciso con qualche novità in casa rossoblù e sotto certi aspetti anche con un altro ritorno al passato: dopo otto anni di franchigia United con il Senago la società milanese ha infatti deciso di ripartire da sola dalla serie C.

Milano Baseball, fine del sogno

Non una sconfessione della scelta fatta negli anni precedenti ma una presa di coscienza di una realtà difficile da cambiare. “La franchigia non è accantonata – ha spiegato il presidente Alessandro Selmi – ma è un valido progetto che purtroppo abbiamo dovuto per il momento sospendere. Pur essendoci trovati in sintonia con gli amici di Senago in queste stagioni, ci rendiamo conto che la franchigia non può continuare nella modalità attuale, sostenuta di fatto solo da due società e soprattutto senza uno sbocco naturale nell’utilizzo del Kennedy. Le vicende del nostro campo stanno purtroppo penalizzando da anni l’attività della società, soprattutto dal punto di vista economico. Tenendo conto anche che siamo uno dei pochissimi club nel panorama del baseball nazionale a non poter sfruttare appieno le potenzialità del proprio impianto, dove non abbiamo una sede, non abbiamo uno spazio vivibile e non possiamo nemmeno gestire una minima parvenza di servizio bar e ricavarne i benefici che da altre parti rappresentano un valore aggiunto. Tutto questo, unito alla sempre più evidente difficoltà nel reperimento di fondi, ci ha messo nelle condizioni di non poter più supportare economicamente l’avventura della serie A, oltretutto senza poter mai giocare a Milano per le persistenti condizioni di inadeguatezza del Kennedy”.

Tutto sospeso, Senago d’accordo

“Con il Senago abbiamo dunque concordato una sospensione, speriamo momentanea, della franchigia, in attesa che si chiariscano le modalità di utilizzo del Kennedy e anche le intenzioni della nuova federazione sul futuro delle franchigie. Questi otto anni hanno comunque rappresentato un esperimento positivo e utile per far crescere i nostri giovani e dare anche ai ragazzi di Milano la possibilità di continuare a giocare ad alti livelli. A conferma della piena sintonia con cui le due società hanno sospeso l’accordo di franchigia, molti giocatori del Milano continueranno ad essere a disposizione del Senago che ha deciso di proseguire autonomamente l’avventura in serie A federale”.

Un ritorno alle origini

Il Milano dunque torna alle origini, si rimbocca le mani, cerca di mettere a frutto i pochi mezzi di cui dispone in questo momento e riparte per la terza volta nella sua storia dalla serie C. Una soluzione già percorsa nel ’94 e nel 2003. Adesso la prima squadra rossoblù sarà affidata a Marco Fraschetti, 50enne gloria del baseball milanese, ex azzurro, che si fa carico di ripartire da zero puntando sostanzialmente su una squadra di giovanissimi, molti dei quali collaudati dall’esperienza nella under 21 e nella seconda squadra milanese che già lo scorso anno giocava in C.

Il Centro Kennedy, una maledizione

Ma durante la festa il presidente Selmi ha toccato anche le note dolenti del Kennedy che sembra di nuovo al centro di una gestione problematica da parte del Comune. Dopo che un anno fa, proprio alla festa di inizio anno del Milano, l’allora assessore allo Sport Bisconti aveva annunciato l’accordo con la Fibs e lo stanziamento di 500mila euro per gli interventi di messa a norma di una parte dell’impianto, è di questi giorni la notizia che un incontro tra il nuovo presidente federale Marcon e il nuovo assessore Guainieri avrebbe fatto segnare una brusca frenata. Sembra infatti che il Comune abbia rimesso in discussione lo stanziamento della cifra ed abbia chiesto alla Fibs di gestire il centro facendosi carico delle spese per la messa a norma. Proposta sicuramente irricevibile da parte della federazione. Il presidente Marcon ha comunque sottoscritto la proroga della gestione provvisoria fino a luglio, ma riservandosi di decidere il proseguimento del rapporto in base agli impegni che il Comune di Milano deciderà di prendere.

Il Comune non risponde

A fronte di questa situazione, il Milano ha chiesto nuovamente un incontro all’assessore Guainieri (una precedente richiesta fatta a settembre è tuttora in attesa di risposta da via Marconi) per capire come affrontare la situazione, ma sarà necessario avviare quanto prima un tavolo di lavoro anche con il presidente Marcon e il nuovo presidente regionale Soldi per capire come affrontare questa nuova emergenza. “Dall’esito di questa trattativa dipende il nostro futuro – ha commentato Selmi -. In passato le vicende del Kennedy ci sono già costate abbastanza. Attendiamo fiduciosi un incontro e una schiarita”. A tal proposito è stata molto significativa anche la presenza alla festa del nuovo presidente del Municipio di Zona 7 Bestetti che in un intervento ha assicurato che farà il possibile per aiutare il Milano a sbloccare la situazione.

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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