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Oliver Bierhoff

Oliver Bierhoff: il tedesco che fece esultare il Milan

Oliver Bierhoff, ex attaccante al Milan dal 1998 al 2001, festeggia oggi 49 anni. Attualmente è team manager della Nazionale tedesca.

Oliver Bierhoff: il vero attaccante d’area di rigore

La permanenza di Oliver Bierhoff al Milan è stata piuttosto breve, ma giusto il tempo per lasciare il segno. Il tedesco, infatti, arriva in rossonero nell’estate del 1998 subito dopo il Mondiale: a volerlo è soprattutto il nuovo tecnico della formazione milanese, Alberto Zaccheroni, con cui aveva fatto tanto bene a Udine.

Al Milan è chiamato a fare coppia con George Weah ed è protagonista di una stagione più che positiva. Alla sua prima annata, infatti, pur non avendo grande tecnica, mette a segno ben 20 reti, 2 delle quali su rigore. Il suo apporto è quindi decisivo per la conquista dello scudetto. Un tricolore arrivato inaspettamente, ma reso possibile dalla grande rimonta sulla Lazio con sette vittorie nelle ultime sette gare di campionato.

Il bomber resta in rossonero per altre due stagioni, ma il suo apporto in fase offensiva non è altrettanto efficace. Non tutto però avviene per suo demerito: anche la squadra è protagonista di annate opache. Perde quindi il confronto  con Andrij Shevchenko dalla stagione 1999/2000. Nel gennaio 2002 passa al Monaco con cui sfiora addirittura la retrocessione.

A 34 anni, riesce a partecipare al Mondiale con la Germania. Nel torneo realizza un gol contro l’Arabia Saudita. Nel 2002 torna in Italia dove conclude la carriera nelle file del Chievo Verona. A fine stagione, dopo aver segnato 7 gol in 35 presenze (tripletta contro la Juventus), si ritira dal calcio giocato.

La brillante carriera da dirigente

Già durante la sua esperienza da calciatore Bierhoff mette in mostra un’intelligenza comune a pochi colleghi. Grazie alla serietà che lo ha sempre caratterizzato fuori dal campo riesce a laurearsi in economia. Questo gli ha permesso di essere scelto come dirigente della Nazionale tedesca dove tiene i rapporti con gli sponsor e con i club, organizza la logistica e cura la comunicazione. Con la rappresentativa del suo Paese ha (per ora) un contratto fino al 2020.

Il tedesco, oltre che team manager della sua nazionale, è anche responsabile del settore giovanile e dell’Academy. Un ruolo che gli permette di dimostrare grandi capacità nel valutare giovani di prospettiva. Doti che certamente avrebbero potuto far comodo a questo Milan, che ora punta a tornare grande con la nuova proprietà cinese.

 

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