stefano pioli

Stefano Pioli è stato esonerato dall’Inter nella tarda serata di martedì 9 maggio. Una decisione repentina, che ha colto tutti di sorpresa compreso lo stesso tecnico ex Lazio. Una scelta che, a tutti, appare tanto assurda quanto infondata.

Pioli esonerato dall’Inter, tutti i perché

L’allontanamento di Stefano Pioli è l’ennesima dimostrazione di come nell’industria del calcio non esistano e non siano mai esistiti riconoscenza e il rispetto della persona. Già, perché qui si va oltre il semplice lavoro quotidiano, che può essere giudicato con i risultati come giusto che sia. Qui si parla di rispetto della persona. Ha senso allontanare un allenatore a tre giornate dal termine? Sopratutto dopo che l’avevi osannato come il “normalizzatore” che aveva riportato tranquillità nella squadra? E che aveva portato la squadra vicina alla Champions League, prima del crollo? La risposta è ovvia.

Quale futuro?

Rimane da chiedersi quale sia il futuro di questa Inter: si parla di Antonio Conte e di Diego Pablo Simeone, ai quali segue in coda Luciano Spalletti. Ma il primo potrebbe mai lasciare il Chelsea dopo solo una stagione? Considerando anche che potrebbe giocarsi la Champions League con una squadra di tutto rispetto. Sul secondo qualche spiraglio maggiore: la sua epopea all’Atletico Madrid sembra essere giunta al capolinea. Sperare è gratuito, pagarlo un po’ meno.
E poi c’è Luciano Spalletti, la soluzione più comoda e più ovvia: è già in Italia. Sa già che lascerà la Roma. Arriva da campionati comunque buoni. Ha il polso giusto per gestire una polveriera come l’Inter.

La decisione di Suning

Come sempre, sarà la proprietà a decidere. Zhang Zhidong, ieri sera, ha chiamato Piero Ausilio per avvisarlo della decisione presa di lasciare a casa Stefano Pioli. Il povero ds, che ha sempre difeso il tecnico, non ha potuto fare altro che alzare la cornetta e avvertire il mister.
Questo prova come, in fin dei conti, la parte italiana della dirigenza nerazzurra abbia un peso relativo. Ma anche che avere una proprietà lontano dal campo di gioco sia decisamente deleterio. Forse se Suning fosse stato tutti i giorni alla Pinetina le cose sarebbero potute andare meglio. E forse ci sarebbe stato più rispetto della persona Stefano Pioli.

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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