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Zdenek Zeman: 70 anni tra frasi, Foggia e una moglie “alla siciliana”

Zdenek Zeman è certamente uno dei personaggi che hanno spesso diviso gli appassionati, ma che ha segnato la storia del calcio italiano. Il suo gioco spumeggiante, e certamente poco difensivo, è stato amato ma anche criticato.

Zdenek Zeman: le lunghe dispute con la Juventus

Uno dei motivi che ha spinto parte degli appassionati di calcio a schierarsi contro o a favore di Zeman sono state le sue lunghe battaglie contro la Juventus. L’allenatore, infatti, non ha mai lestinato battute anche piuttosto pesanti.

Nel 1998 arriva così ad avanzare l’accusa di doping nei confronti del club bianconero. Il suo “Il calcio deve uscire dalle farmacie” è certamente entrato negli annali. Sei anni dopo le sue sensazioni non si placano. L’uomo torna sul processo che, poi, vedrà gli imputati assolti per prescrizione. “Se la Juve è colpevole, bisogna toglierle i trofei vinti in questi anni perché non le spetterebbero”. 

Quasi inevitabilmente Moggi, simbolo della Juventus nell’era di Calciopoli, diventerà un nemico del boemo. Poco dopo la radiazione de dirigente arriva una dichiarazione bomba dell’allenatore: “Io faccio ancora calcio, lui no. Credo che questo vorrà pur dire qualcosa”.

Difficile dimenticare per i tifosi bianconeri anche la querelle relativa al numero degli scudetti della formazione attualmente campione d’Italia. Secondo il Mister dovrebbero essere molti meno: “Se voglio, anche io posso mettermi due stelle sul petto. Quanti sono gli scudetti della Juve? Al massimo 22 o 23. Poi, ognuno fa come vuole”.

A suo tempo Zeman se l’era presa anche Antonio Conte nel periodo in cui era stato squalificato per il calcioscommesse: “Se è giusto che un allenatore squalificato alleni? Anche i giocatori squalificati si allenano. Ma se c’è una squalifica per un tempo lungo, dai tre mesi in poi, un allenatore non dovrebbe allenare”.

L’ironia non è mancata nemmeno nei confronti di Buffon in merito alla sua presunta passione per le scommesse. Prima di Juventus-Roma Zeman azzarda: “Un pronostico per la partita? No so, chiedetelo a Buffon. Io vado solo in tabaccheria, è lui quello che passa in sala scommesse”.

Zdenek Zeman: il suo Foggia una provinciale vincente

Una delle esperienze più felici nella lunga carriera da allenatore di Zeman è stata certamente quella vissuta a Foggia. Il boemo ha guidato i rossoneri dal 1989 al 1994 riuscendo a stupire anche i più scettici. Il boemo viene ingaggiato dal presidente Pasquale Casillo quando la formazione pugliese viene promossa in B, ma pur trattandosi di una neopromossa la squadra dimostra di avere grande coraggio.

L’undici conquista il campionato cadetto nel 1990-91 con il miglior attacco del campionato composto dal trio Baiano (capocannoniere), Signori e Rambaudi. All’approdo nella massima serie il gioco spregiudicato del Mister non viene meno, ma anzi si rivela una scelta vincente. Per ben tre stagioni consecutive, infatti, il “Foggia dei miracoli” si salva.

In questo periodo Zeman mette in evidenza la sua grande capacità di valorizzare i giovani, che diventerà per lui una costante. Tra i giocatori che vengono lanciati c’è Gigi Di Biagio, che ritroverà poi alla Roma.

Zdenek Zeman: la dolce metà italiana

Zeman deve tanto all’Italia, non solo per le soddisfazioni lavorative che è riuscito a ritagliarsi. Nel Bel Paese, infatti, ha conosciuto anche la donna che sarebbe poi diventata sua moglie. Il primo incontro con Chiara avviene a Palermo, sua casa per quindici anni. Nel capoluogo siciliano nascono anche i figli della coppia.

Nonostante il forte legame con la Sicilia, il boemo non è mai riuscito a diventare allenatore del Palermo. Gli incontri con Zamparini, a lungo patron dei rosanero sono stati diversi, ma l’esito positivo non è mai arrivato. Quando deciderà di smettere con il calcio qui avrà sempre un gruppo di amici e una casa ad aspettarlo.

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