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Massimo Ambrosini compie 40 anni

Massimo Ambrosini compie 40 anni: tra moglie, figli e l’amore per il Milan

Oggi Massimo Ambrosini, ex capitano del Milan, compie 40 anni. Nonostante l’addio burrascoso, l’ex centrocampista è sempre rimasto legato ai colori rossoneri.

Massimo Ambrosini: l’ultima bandiera rossonera

Massimo Ambrosini approda al Milan nell’estate 1995, quando aveva solo 18 anni. Ariedo Braida è il suo scopritore: l’ex dirigente rossonero ne apprezza le potenzialità e la scelta non si rivelerà sbagliata. Fino all’estate 2013 (ad eccezione della stagione 1996-97, dove si trasferisce al Vicenza in prestito) è legato alla società milanista.

Con la maglia del Milan vanta 489 presenze e 39 reti segnate. In molte occasioni la sua capacità di inserimento in fase offensiva e i colpi di testa si rivelano provvidenziali per la squadra.

Per molti il suo addio alla squadra che lo ha lanciato al grande calcio rappresenta la chiusura di un’epoca. L’anno prima infatti avevano lasciato giocatori simbolo come Nesta, Gattuso, Inzaghi e Seedorf.

Oggi è sposato con Paola e ha due figli, Federico e Angelica.

Massimo Ambrosini: l’onore di indossare la fascia

Dopo l’addio al calcio di Paolo Maldini, nel 2009 Massimo Ambrosini diventa ufficialmente il capitano del Milan. Un riconoscimento importante arrivato dopo più di un decennio trascorso con la maglia rossonera. Raccogliere l’eredità di un grande campione come il numero tre era tutt’altro che semplice, ma il legame con la squadra che lo ha lanciato gli dà la forza di dare il meglio: “Ereditare la fascia è stato difficile. Venivo dopo Paolo e Franco, inevitabile avvertire un certo complesso di inferiorità. Avrei voluto parlarne con Paolo, ma poi alla fine non l’ho fatto. Non sapevo di preciso cosa chiedergli, né cosa lui avrebbe potuto dirmi». Poi aggiunge che al di là dei consigli, sei tu che devi entrare nel ruolo come puoi. Mettendoci quello che hai dentro” – ha detto a L’Ultimo Uomo.

Massimo Ambrosini compie 40 anni: l’addio al Milan

Ambrosini ha parlato del momento più triste della carriera, l’addio alla squadra di una vita, il Milan. In rossonero infatti era arrivato quando aveva solo 18 anni e aveva tanto da imparare dai campioni presenti in rosa: “A quell’età non mi volevano più. Avevano tutto il diritto di pensarlo. Peccato per le modalità e le tempistiche. Una gestione sbagliata. L’addio nel 2012? Ci ho pensato. Mi sono risposto che sì, sarebbe stato meglio. Ma poi alla fine riconosco che se non l’ho fatto è perché non riuscivo a vedermi in nessun’altra squadra. Sentivo un senso d’appartenenza enorme. E poi andarsene dopo tutti gli altri sarebbe suonato troppo come un abbandono della nave. L’attaccamento ai colori comunque restava intatto, nonostante non ci fosse più nessuno dei miei compagni di sempre. L’estate del 2013 sarei potuto andare in Premier, mi voleva il West Ham. C’erano anche un paio di squadra negli USA. Non le ho considerate, mi sembravano un salto enorme. Non ero abituato a cambiare e volevo farlo un passo alla volta. Prima un trasferimento in Italia, poi eventualmente l’anno dopo all’estero. Saluto a San Siro? Anche a me era rimasto qui“.

Una grande pecca resta il momento in cui ha dato l’addio ai rossoneri in una conferenza dove nessuno della società era presente al suo fianco.

Affrontare la formazione milanista da avversario con la maglia viola è stato quindi piuttosto strano: “Per chiudere il cerchio ho voluto giocare ad ogni costo Milan-Fiorentina, a novembre del 2013. Stavo guarendo da uno stiramento e ho stretto i denti. Volevo prendere gli applausi di S.Siro un’ultima volta. Dopo mezzora mi sono arreso al dolore e ho chiesto il cambio. Un saluto veloce ma va bene così”.

Massimo Ambrosini compie 40 anni: la nuova attività da runner

Dopo l’addio al calcio, avvenuto nel 2014, Ambrosini affianca all’impegno da opinionista Sky quella da runner. L’ex giocatore, infatti, si tiene in allenamento con la corsa, un modo diverso per mantenersi in forma rispetto a quanto faceva fino a poco tempo prima.

In rappresentanza di Fondazione Milan, l’ex numero 24 ha corso alla Maratona di New York e alla Milano City Marathon. La determinazione che lo ha sempre caratterizzato in campo gli permette di dare il meglio anche in questo campo.

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