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Luca Rigoni
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Hc Milano Quanta campione d’Italia: l’intervista a coach Luca Rigoni

Hc Milano Quanta campione d’Italia 2017 nel campionato di hockey inline. Una cavalcata vincente, quella della squadra meneghina. Diretta in panchina dall’esordiente Luca Rigoni. L’intervista esclusiva di Milanosportiva.com con il coach.

La vostra vittoria ha sorpreso in pochi…

“Quando una squadra si ripete da tanti anni può sembrare che venga tutto naturale. E invece non lo è mai. Quest’anno parecchi elementi non erano abituati a giocare per vincere. Era la mia prima esperienza da primo allenatore e posso dirmi orgoglioso dei ragazzi. Si sono messi subito a disposizione, accettando il mio nuovo ruolo, da ex compagno di squadra. Speravamo di vincere, ma non pensavamo nel dominio”.

Servirebbe un metro di giudizio europeo?

“Pecchiamo ancora qualcosa, a livello di giocatori. Spagna e Francia spadroneggiano, con almeno 4-5 stranieri per organico”.

E quello fa la differenza…

“Quantomeno aiuta. Abbiamo comunque poco da invidiare, noi, italiani, tutti di livello nazionale. Una volta usciti dal girone che contava, siamo riusciti ad aggiudicarci la President Cup. Ripartiamo da dove abbiamo finito”.

Qual è stato il momento più difficile qual è stato? La Gara 1 finale scudetto?

“Un ko doloroso. Tuttavia, siamo stati bravi a non perderci d’animo, ricompattarci e vincere nettamente sul campo del Cittadella. Forse a darci la scossa è stato il primo passo falso in campionato, sempre a Cittadella: finì 5-1, frutto di un cattivo primo tempo. Lì abbiamo recepito che, per tagliare i traguardi prefissati, dovevamo cambiare mentalità, aiutandoci l’uno con l’altro”

Sarai confermato in panchina?

“Il presidente ha sempre detto così, per un accordo di due o tre  anni”.

Milano in Italia è davvero imbattibile?

“Assolutamente no. Io ho fatto parte dei Vipers, una squadra forte. La qualità è di casa anche a Milano, ma va al di là del campo. La società sa programmare e non devi preoccuparti di altre incombenze. E’ importante avere la testa libera. Altre squadre, intanto, continuano a crescere. E ogni anno è sempre più ostico riconfermarsi. Verrà il momento in cui cadremo, speriamo il più tardi possibile”.

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