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Antonio Cassano: 35 anni vissuti in un’altalena tra talento e pazzia

Antonio Cassano, uno dei talenti migliori del calcio italiano che non è però mai riuscito a esprimersi del tutto a causa di un carattere impetuoso, festeggia oggi il suo 35esimo compleanno.

Antonio Cassano: genio e sregolatezza

Cassano esordisce in serie A l’11 dicembre 1999 a 17 anni in un derby contro il Lecce, perso dal Bari per 1-0. Già nella giornata successiva viene schierato dal primo minuto contro l’Inter, sua squadra del cuore, condannata alla sconfitta per un suo gol.

Nell’estate 2001, proprio mentre sembrava in procinto di passare alla Juventus, viene ceduto alla Roma. I tifosi giallorossi lo amano subito, ma già in questa occasione appaiono evidenti le bizze del suo carattere. A gennaio 2006 sarà così ceduto al Real Madrid, senza particolari motivi di rammarico.

Antonio Cassano: Madrid il grande rimpianto

Nel 2006, a soli 24 anni, Antonio Cassano ha forse l’occasione più importante della carriera. A chiamarlo è il Real Madrid, la formazione più vincente in Europa.

Quasi subito, infatti, i tifosi spagnoli lo soprannominano “El Gordito” per i chili di troppo e l’insofferenza mostrata nel rispettare i rigidi ritmi di lavoro. Un nomignolo nato anche per distinguerlo da un altro compagno celebre, Ronaldo, chiamato “El Gordo”. Dopo il debutto con gol in Coppa del Re contro il Betis Siviglia, il resto della stagione viene impegnato solo per pochissimi minuti e quasi mai dal primo minuto.

Nella stagione successiva sulla panchina dei “Blancos” arriva Fabio Capello, che lo aveva guidato alla Roma. La fiducia del tecnico italiano lo porta a migliorare la sua forma fisica e, di conseguenza, anche il rendimento. Arriva così anche la convocazione in Nazionale. Non mancano comunque alcuni battibecchi con l’allenatore, che lo porteranno a essere messo fuori rosa per qualche tempo.

La cessione nell’agosto 2007, in prestito con diritto di riscatto alla Sampdoria, è quindi qausi inevitabile.

Antonio Cassano: a Milan tra luci e ombre

L’esperienza in blucerchiato sarà caratterizzata da alti e bassi, una costante della carriera di Cassano. Dopo un inizio esaltante che lo vede brilare al fianco di Pazzini grazie a prestazioni che consentiranno alla Samp di tornare in Champions League, arriveranno i primi problemi.

A causa di un battibecco con il presidente Garrone, che lo aveva difeso a più riprese, viene infatti messo fuori rosa. Il Milan ne approfitta e a gennaio 2011 sceglie di puntare su di lui. Il contributo del  numero 99 in quella seconda parte di stagione fu davvero determinante per arrivare alla conquista dello scudetto, l’ultimo finora nella storia rossonera.

Tutto sembra proseguire al meglio anche nella stagione successiva, complice anche l’ottima intesa con Ibrahimovic. A interrompere questo scenario positivo subentra però un problema al cuore riscontrato dal dottor Tavana, medico sociale del Milan, a ottobre 2011 di ritorno da una trasferta a Roma. L’attaccante viene così accompagnato in tutta fretta in ospedale dove verrà poi operato. L’intervento si rivelerà davvero fondamentale.

In estate passa sull’altra sponda del Naviglio, l’Inter. Una scelta che sarà accolta malamente dai milanisti, che lo tacciano di irriconoscenza dopo che si era fatto il possibile per salvargli la vita. In nerazzurro, nonostante l’entusiasmo iniziale, giocherà solo una stagione: 39 presenze, 15 assist e 9 gol.

Nell’estate 2013 si trasferisce al Parma dove resterà per un anno e mezzo: 56 presenze, 18 gol e 9 assist.

Non mancano i tormenti, ma Cassano sembra finalmente trovare pace nell’estate 2015 quando tornerà nuovamente in blucerchiato. Anche questa esperienza durerà però poco.

Antonio Cassano: la nuova avventura con il Verona

Proprio poche ore prima del suo 35esimo compleanno Cassano ha ricevuto il regalo che tanto attendeva, una nuova squadra pronta a puntare su di lui. Il Verona, fresco della promozione in Serie A, ha infatti deciso di puntare sul talento del “Pibe di Bari”. I tifosi gialloblù, che sognano di restare a lungo nel massimo campionato, possono quindi sognare con la coppia d’attaco che formerà con Pazzini, con cui l’intesa ai tempi della Sampdoria è stata perfetta. Insieme a loro ci sarà un altro elemento desideroso di riscatto, Alessio Cerci.

L’attaccante pugliese, che torna al calcio giocato dopo la brusca separazione con i blucerchiati, è elettrizzato per questa opportunità: “Sono felice di essere a Verona, ma non ho ancora sentito Pazzini. Contento di ritrovarlo? No, contento di essere qui. Perché Verona? Mi eccita tanto– ha detto con grande entusiasmo.

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