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Giacinto Facchetti

Giacinto Facchetti: un campione in campo e fuori con il cuore nerazzurro

Giacinto Facchetti, bandiera dell’Inter e della Nazionale, avrebbe compiuto oggi 75 anni. L’ex difensore è scomparso il 5 settembre 2006 a causa di una malattia.

Giacinto Facchetti: un legame inscindibile con l’Inter

Troppo spesso si sostiene la quasi totale assenza di bandiere dal calcio attuale. Fino a qualche anno fa, però, la situazione era certamente diversa. Giacinto Facchetti, uno dei calciatori più celebri degli anni ’60-’70, ha infatti avuto un rapporto praticamente indissolubile con l’Inter.

L’ex difensore ha infatti vestito la maglia nerazzurra dal 1960 al 1978. Il suo curriculum è davvero da record: 634 presenze e 75 reti, oltre a essere stato presidente del club dal gennaio 2004 al settembre 2006. Anche il palmares è decisamente ricco: nove trofei complessivi, sia in Italia sia in Europa. Nel complesso ha collezionato quattro campionati, una Coppa Italia, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Ottima carriera anche da dirigente: sotto la sua dirigenza l’Inter ha vinto un campionato, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane.

Un campione del suo genere, in campo e fuori, non poteva non essere una presenza inscindibile anche per la Nazionale. È stato infatti capitano azzurro dal 1966 al 1977. Il suo contributo per la vittoria dell’Europeo 1968, ancora oggi l’unico trofeo continentale per l’Italia, è stato determinante.

Giacinto Facchetti: un campione riconosciuto da tutti

La scomparsa di Giacinto Facchetti, avvenuta nel 2006 quando aveva solo 64 anni, ha lasciato una lacuna indelebile per il mondo del calcio. Durante la sua carriera da calciatore veniva infatti apprezzato da tutti per la lealtà mostrata nei confronti di tutti gli avversari. Anche le doti tecniche erano indubbie. All’epoca era infatti considerato un vero precursore per la gestione del suo ruolo. Era uno dei pochissimi difensori che amava guidare la squadra nelle azioni offensive e che spesso si lanciava in avanti a supporto dei compagni.

Nel 2004 è stato inserito nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi redatta da Pelé e dalla FIFA in occasione del centenario dalla sua fondazione. Proprio nell’anno della sua scomparsa la FIFA gli ha consegnato il Presidential Award postumo, un riconoscimento per sottolineare quanto fatto per il mondo del calcio sia da calciatore sia da dirigente.

 

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