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Aics Olmi, foto Facebook
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Aics Olmi in fiamme: le promesse non mantenute di Comune e Milan

L’Aics Olmi di Milano risorge dalle macerie. Era il 21 dicembre scorso quando, alle 4 di notte, il centro sportivo prese fuoco. Da quel momento una faticosa opera di ricostruzione, tra promesse non mantenute e tardivi interventi delle istituzioni. Ma c’è speranza per l’avvenire, come ci racconta in esclusiva il dirigente Alessandro Cozzolino.

Aics Olmi: centro storico in fumo

“Andò distrutto tutto: locale delle riunioni, bar, lavanderie, magazzini, bagni – ricorda Cozzolino -. Ed anche gli attrezzi per la manutenzione ordinaria. Un danno economico da 228mila euro. In questi mesi abbiamo demolito la zona, predisposto le basi per un nuovo bar, isolato la zona pericolosa, comprato i bagni e ricomprato l’attrezzatura sportiva. Attività portata avanti senza provocare disagi ai tesserati. Non abbiamo, infatti, chiesto supporto, offerto, spontaneamente, da alcune persone di buon cuore”. Aiuti concreti per evitare il fallimento di una società storica: “Fondata nel 1970, è stata insignata dell’Ambrogino d’Oro per meriti sportivi. Nel nostro vivaio, direttamente affiliato a Milan e Inter, sono cresciuti giocatori importanti. Mi vengono in mente, ad esempio, i nomi di Andrea Caracciolo e Fabio Tricarico”.

Aics Olmi: questione Milan

Alcune rinunce, chiaramente, si son rese necessarie: “Abbiamo perso due squadre di Pulcini. Sui 320-330 membri, ne contiamo ora 290. Un grazie agli istruttori rimasti affianco: hanno capito il momento di difficoltà”. Sostegno promesso anche dal Milan. Tuttavia, non mantenuto: “Si era impegnato a ricomprarci le magliette. Ad oggi non c’è stato nulla. Ed abbiamo dovuto anticiparli noi i i soldi. Inoltrati numerosi solleciti, la situazione da bella è diventata scomoda. 10mila euro per loro non credo sia una cifra colossale, sentendo le cifre che girano. Rimango perplesso.

Aics Olmi: forse una bravata finita male

Impegno non mantenuto pure dal Municipio: “Attendiamo ancora 5mila euro. Il Comune si è però impegnato a ripartirne 100mila fra noi e il Parco delle Cave, struttura, a sua volta, incendiata”. Ignoti i responsabili: “La nostra impressione è che sia stato appiccato il fuoco alla raccolta della spezzatura nelle vicinanza. Crediamo in una ‘ragazzata’, il referto dobbiamo però ancora ritirarlo. Viviamo in quartiere difficile, con una trentina di furti commessi negli ultimi anni”. Fitta è già comunque l’agenda degli impegni anche per la prossima stagione: “Tutte le categorie sono piene, dai pulcini ai giovanissimi regionali. Ed alcuni nostri tesserati ‘senior’ parteciperanno al torneo ACLI. Alla società viene ancora data fiducia: in squadra abbiamo i figli di Mexes e Tacconi, mentre i consiglieri del Municipio 7 ci hanno dato numerosi messaggi di solidarietà. Confidiamo che l’iter burocratico si velocizzi, per le risorse accordateci dal Comune. A ogni modo, vedo il bicchiere mezzo pieno: nonostante tutto, siamo ancora in piedi”.

Aics Olmi: l’intervento delle istituzioni

Sull’Aics Olmi è intervenuto inoltre Lorenzo Zacchetti, consigliere di centrosinistra del Municipio 7: “Dividerei la questione in due parti. Il contributo del Milan è una donazione volontaria, che la società ha deciso liberamente di farci per aiutare il rilancio degli Olmi. Non avevano nessun obbligo in tal senso, quindi intanto io credo che sia opportuno ringraziare i rossoneri e auspicare che presto il pagamento sia sbloccato. Diversa è la questione del contributo da parte dell’ente pubblico: quello sì che è doveroso, a fronte di una situazione del genere, e trovo inaccettabile che i soldi non siano ancora arrivati”.

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