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Massimiliano Allegri
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Massimiliano Allegri: dalla gavetta all’ossessione per la Champions

Massimiliano Allegri, che si appresta ad affrontare la quarta stagione alla guida della Juventus, festeggia oggi il 50esimo compleanno.

Massimiliano Allegri: da calciatore poche soddisfazioni

La carriera da calciatore di Massimiliano Allegri non tocca mai vette elevate, mentre ben diverso sarà il suo rendimento da allenatore. L’esordio in Serie A arriva l’11 luglio 1989 con la maglia del Pisa, ma riuscirà a fare solo due presenze. La stagione successiva tornerà così al Livorno (dove aveva già giocato tre anni) in Serie C2.

Un anno più tardi passa in Serie C1 per giocare con il Pavia. Nel 1991 il passaggio al Pescara, neopromosso in Serie A: con gli abruzzesi giocherà la sua miglior stagione con dodici reti realizzate. Il giocatore disputerà altre tre stagioni in Serie B con il Cagliari, per poi passare nel 1995 al Perugia in Serie B.

Nel gennaio 1997 viene ceduto al Padova due mezzi campionati in serie B prima di tornare in A con il Napoli, con cui disputa le sue ultime gare nella massima divisione. La sua carriera si conclude nell’Aglianese, tra serie D e C2. In complesso, può vantare 374 partite e 56 reti, di cui 19 in Serie A.

Massimiliano Allegri: il richiamo della panchina è irresistibile

Sin dal moment in cui appende le scarpe al chiodo Allegri ha le idee chiare sul suo futuro: vuole fare l’allenatore. La sua nuova carriera inizia nella sua ultima squadra, l’Aglianese, che guida nella stagione 2003-2004 i Serie C2. Poi passerà ad allenare Spal e Grosseto. L’avventura alla guida della formazione toscana non va per il meglio: verrà infatti esonerato e sostituito da Cuccureddu.

La svolta avverrà quando viene chiamato da Squinzi, presidente del Sassuolo: con la squadra neroverde ottiene la promozione dalla C1 alla B e la Supercoppa di Serie C1. Anche gli addetti ai lavori si acocrgono di lui e lo premiano con la “Panchina d’oro” come miglior tecnico della Lega Pro Prima Divisione (la ex serie C1).

Nell’estate 2008 passa al Cagliari in Serie A. Inizialmente la situazione sembra mettersi male, ma la società crede in lui e riuscirà a ottenere 34 punti in 17 partite. All’inizio del mese di febbraio 2010 gli viene assegnato il premio “Panchina d’oro” dal voto dei tecnici di serie A e serie B, come miglior allenatore della stagione 2008-2009. Nell’aprile 2010 verrà però esonerato dai sardi dopo nove partite senza vittoria.

Massimiliano Allegri: l’esperienza al Milan tra luci e ombre

Nell’estate 2010 Allegri viene chiamato ad allenare il Milan, conquistato dale belle prestazioni messe a segno quando era alla guida del Cagliari. Il tecnico toscano, che può contare su uno zoccolo duro fatto di campioni del calibro di Seedorf, Pirlo, Ambrosini, Gattuso, Nesta e Thiago Silva, a cui si devono aggiungere gli acquisti in extremis di Ibrahimovic e Robinho, centra subito lo scudetto.

Il tricolore sembra alla portata anche l’anno dopo, ma qualche battuta d’arresto di troppo e il gol non convalidato a Muntari nello scontro diretto contro la Juventus porteranno la vittoria a Torino. In estate in casa rossonera si verifica una vera e propria rivoluzione: lasciano Nesta, Gattuso, Pirlo, Seedorf e Inzaghi, mentre vengono ceduti al Paris Saint Germain per esigenze di bilancio Thiago Silva e Ibrahimovic. Resta solo il capitano Massimo Ambrosini. Le difficoltà nell’annata 2012-2013 saranno quindi numerose, ma alla fine la formazione milanista riuscirà comunque a conquistare il terzo posto, che significa Champions League (anche se passando dai preliminari) nell’annata successiva).

Nel corso di tutta l’esperienza al Milan non sono mai mancati i dissapori con Berlusconi, che non ha mai gradito il suo modo di giocare e la sua predilezione per i giocatori muscolari. A gennaio 2014, dopo solo 22 punti conquistati in 19 partite, il presidente arriverà così l’esonero.

Massimiliano Allegri: vincere in Italia alla Juventus non basta

Nel luglio 2014, dopo e dimissioni improvvise di Antonio Conte, il tecnico toscano viene chiamato dalla Juventus. Raccogliere l’eredità dell’allenatore pugliese, reduce dalla conquista di tre scudetti consecutivi (di cui uno con ben 102 punti) non è certamente semplice. Anche i tifosi bianconeri inizialmente gradiscono poco la scelta.

Allegri risponderà però a tutti con i fatti. A parlare per lui c’è il palmares, che comprende tre scudetti (dal 2015 al 2017), tre Coppe Italia consecutive (dal 2015 al 2017) e una Supercoppa Italiana. Degne di nota sono anche le due finali di Champions League conquistate nel 2015 e nel 2017, ma in entrambe le occasioni sono arrivate due sconfitte contro Barcellona e Real Madrid.

Confermarsi nuovamente nella stagione 2017-2018 sarà tutt’altro che facile. La formazione piemontese viene infatti da sei scudetti consecutivi e un predominio indiscusso in Italia. Il sogno da realizare sarebbe quindi la vittoria in Europa, che manca ormai dal 1996, ma qui la concorrenza è sempre più agguerrita.

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