Home / Main slider / Maxime Mbanda: Amatori Milano, Zebre e la nazionale… la nostra intervista
Maxime Mbanda, foto Facebook
Maxime Mbanda, foto Facebook

Maxime Mbanda: Amatori Milano, Zebre e la nazionale… la nostra intervista

Nato a Roma, cresciuto a Milano, ora terza linea internazionale. Mata Maxime Esuite Mbanda è l’esempio di come un atleta possa sbocciare e puntare dritto all’Olimpo del suo sport. Il rugby, in questo caso: anche se il suo passato è a tinte totalmente meneghine, oggi il poter disputare il Pro12 è un vantaggio non da poco. Cresciuto nelle giovanili della Amatori Milano (2002-2011), passo poi al Grande Milano (2011-2012) prima del salto nell’Accademia FIR prima, nel Calvisano e nelle Zebre poi.

Maxime, giocare nel Pro12 le ha dato modo di crescere fisicamente e tecnicamente?

Sicuramente. Dall’ingresso nel mondo professionistico a 10 anni ad adesso che ne ho 24 sono sempre maturato, non solo mentalmente ma anche fisicamente. Poi quando hai a disposizione i mezzi necessari per crescere hai una strada già bella tracciata.

Le differenze tra un atleta italiano e una visione più europea, come quella delle Zebre, quali sono?

Cultura e bacino da cui pescare i giocatori. Non tanto i mezzi, perché ormai tutti gli allenatori e i preparatori si stanno muovendo lungo la stessa direzione. Pesano molto gli errori, soprattutto ad alti livelli ti può costare la meta.

Che poi è quello capitato spesso all’Italia…

Ogni tanto capitano quei 10 minuti dove subisci due, tre mete, da cui non riesci a recuperare però stiamo lavorando su questo e sicuramente ci faremo trovare pronti in futuro.

Per una situazione istituzionale torna a Milano. Che effetto le fa?

Ho vissuto 16 anni a Milano, è qui che ho tutti gli amici. Quando non gioco io vengono sempre a supportare gli Amatori Milano, sono di casa.

Sarebbe però bello avere una squadra che tiene in alto il nome della città

C’è stato stato un periodo di appannamento, ma quest’anno il rugby è risalito fino in Serie B. Sicuramente Milano tornerà al vertice.

Cosa manca per arrivare a questo?

Investimenti adeguati e passione, perché secondo me Milano non conosce i valori che trasmette il rugby. In molti tornei vedo dei genitori sorpresi, per la prima volta a seguire le partite. Pensano che il rugby sia uno sport pericoloso, violento e sporco. Ed invece è tutta un’altra cosa.

Se chiude gli occhi e pensa al futuro che cosa vede?

Il rugby è la mia passione però tengo da parte un’alternativa. Facevo la guardia medica, adesso, per motivi di impegni, sono passato a Scienze Motorie, a Parma. Spero però di riuscire a conciliare, anche in futuro, il lavoro e il rugby, passione sin da bambino, mai una forzatura. Penso che fra 10/20 anni sarà lo stesso.

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

Check Also

Rino Gattuso, #Fshow

Primavera: il primo successo del Milan di Gattuso

Una vittoria che sa tanto di fine di un incubo. Perché finora il Milan Primavera …

Leonardo Fioravanti (Photo credit Alessandro Dealberto/Red Bull Content Pool)

Leonardo Fioravanti: la mia vita per il surf, la nostra intervista

Il campione di surf Leonardo Fioravanti è uno che non si scompone. La nostra intervista …

Bollate, La grinta di Alice Parisi (Cavallotti/Oldman)

Softball: finale 2017, Bollate e Forlì all’ultimo atto

La finale della Italian Softball League 2017 è fra Poderi Dal Nespoli Forlì e MKF …

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi