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Cesare Prandelli
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Cesare Prandelli: storia di un calciatore divenuto Mister

Cesare Prandelli, ex commissario tecnico della Nazionale, festeggia oggi il suo 60esimo compleanno.

Cesare Prandelli: un centrocampista prezioso e metodico

Prandelli compie il suo percorso nel settore giovanile con la Cremonese, con cui arriverà a debuttare in prima squadra nel 1974. Nelle file della formazione lombarda resterà fino al 1978, disputando tre campionati in Serie C1 e uno in B.

Le sue caratteristiche di mediano bravo a intercettare il pallone, ma allo stesso tempo con piedi sopraffini lo porteranno a trasferirsi all’Atalanta dove nel 1978-79 disputerà la sua prima stagione in Serie A. Il periodo trascorso nella formazione bergamasca gli permetterà di fare un’ulteriore salto di qualità: dal ’79 all”85 diventa un vero fulcro della Juventus. Con la maglia bianconera non mancano le soddisfazioni: il suo palmares conta infatti una coppa Italia, tre scudetti, una Supercoppa Europea, una Coppa delle Coppe e una Coppa dei Campioni.

L’esperienza a Torino gli lascerà però l’amaro in bocca per il ruolo da comprimario che spesso è costretto ad accettare. Nel 1985 torna così all’Atalanta dove concluderà la carriera al termine della stagione 1089-90.

Cesare Prandelli: la panchina nel suo destino

Appese le scarpe al chiodo, Prandelli non riesce a stare a lungo lontano dal campo. Sin da subito, infatti, viene scelto per allenare la Primavera dell’Atalanta con cui conquista il Torneo di Viareggio e il campionato di categoria. I risultati ottenuti con i ragazzi lo porteranno a fare il salto in prima squadra: nel 1994 sostituisce l’esonerato Guidolin, ma non essendo dotato di patentino viene affiancato da Andrea Valdinoci.

Alla guida dei bergamaschi resta fino alla fine della stagione guadagnando la salvezza. Poi torna nuovamente alle giovanili fino al 1997. Fino a febbraio 1997 resta alla guida del Lecce: l’addio arriva per sua scelta.

Le soddisfazioni da tecnico non tardano però ad arrivare. Nel 1998-99 vincce il campionato di Serie B con il Verona e si gudagna la promozione nel massimo campionato. In Serie A ottiene un sorprendente nono posto.

Nonostante questo, è il momento per una nuova avventura, alla guida del Venezia in Serie B con cui ottiene un’altra promozione. Nel massimo campionato arriverà però l’esonero dopo solo cinque partite.

La svolta arriva nel 2003 alla guida del Parma dove per due anni di fila si piazza al quinto posto. Grazie alla sua opera riesce a scoprire talenti importanti del calibro di Gilardino, Adriano e Mutu.

Cesare Prandelli: dalla Roma alla Nazionale

L’approdo alla Roma, nell’estate 2004, farà particolarmente discutere per una decisione poco comune ad altri colleghi. Poco prima dell’inizio del campionato decide infatti di rinunciare all’incarico (in quel periodo il più importante ottenuto) per stare vicino alla moglia Manuela, che lo avrebbe poi lasciato per una grave malattia nel 2007.

Nel 2005-2006 inizia l’avventura alla guida della Fiorentina. I risultati sono certamente dalla sua parte: al primo anno ottiene il quarto posto, che significa qualificazione ai preliminari di Champions League, ma le penalizzazioni per lo scandalo “Calciopoli” non gli permetteranno di partecipare alla competizione. Con i viola arrivano un altro quarto posto in Serie A e l’eliminazione in semifinale di Europa League.

Con la società toscana il rapporto si conclude il 3 giugno del 2010 quando viene chiamato per guidare la Nazionale Italiana in sostituzione di Marcello Lippi. Il tecnico di Orzinuovi ottiene la qualificazione agli Europei 2012. L’esperienza in azzurro termina, con le sue dimissioni, dopo l’eliminazione dai Mondiali del 2014 dove finisce nell’occhio del ciclone soprattutto per l’impiego di Mario Balotelli.

Cesare Prandelli: ultimi anni con troppe ombre

Il periodo post Nazionale è piuttosto avaro di soddisfazioni per lui. Nell’estate del 2014 viene chiamato da Galatasaray che gli offre un ingaggio da top (5 milioni di euro a stagione), ma perde subito la Supercoppa di Turchia. A novembre 2014 arriva già l’esonero dopo l’eliminazione dalla fase a gironi di Champions League.

Dopo due anni di inattività a settembre 2016 passa al Valencia con un contratto biennale, ma a fine dicembre decide di dimettersi per divergenze con la società. Nella stagione 2017-2018 guiderà l’Al Nasr Dubai, club degli Emirati Arabi.

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