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Valori in campo: ecco come lo sport insegna a diventare grandi

Presentazione ufficiale, presso la sede milanese del Coni Lombardia, dell’iniziativa Valori in campo, kermesse giunta alla sua seconda edizione. Un progetto che vede coinvolti 9.000 ragazzi e diverse discipline. Dal basket alla pallavolo, fino a rugby, calcio e pallanuoto. Le società coinvolte sono Olimpia Milano, Giana Erminio, Rugby Parabiago, Villa Cortese Volley, NC Milano, Rugby Cernusco e Rugby Saints Abbiategrasso.

Il saluto di Oreste Perri

Oreste Perri, presidente del Coni Lombardia: “Valori in campo è un momento dove si parla dei valori dello sport. E non di chi vince o chi perde. Perché lo sport, oltre alla competizione, è anche un momento di crescita, per stare assieme. Ringrazio il gruppo CAP perché oggi lo sponsor va a cercare la squadra dove investire. Qui l’investimento è invece fatto con finalità educativa, legato alo stile di vita. Oggi si è capito quanto l’attività sportiva sia importante come forma educativa”.

Alessandro Russo e il valore del progetto per il Gruppo CAP

Alessandro Russo, presidente del Gruppo CAP: “Questo progetto prevede dei percorsi assieme ai ragazzi. Durante i tornei, nelle scuole ma anche molto altro. Non è una semplice sponsorizzazione ma un vero percorso educativo. Su come lo sport ci insegna a diventare grandi. E questo, per un’azienda come la nostra, è fondamentale”. Con questo progetto si prevedono diverse attività per ogni singola società: “Quello che accomuna è l’erogazione di alcune borse di sport che si distinguono per meriti non sportivi. E poi molte iniziative nelle scuole. Andare ad insegnare con percorsi guidati che presenteremo nelle varie scuole. E poi attività di carattere sociale, tornei sostenibili e la valorizzazione dell’acqua potabile”. Presenti anche Claudio Giordani, rappresentante del comitato provinciale di Milano del Coni, e Daniele Redaelli, delegato del Coni su Milano.

Parola agli atleti

Le sette società coinvolte hanno accettato la carta dei valori. E, ognuna, ha espresso il proprio pensiero sui valori in campo.

  • Parola alla Giana Erminio con Lorenzo Degeri che parla dell’impegno: “E’ la base di ogni soddisfazione, scolastica o lavorativa. Una persona mi disse che senza impegno veniva mancare il divertimento. Per noi è fondamentale, per tutto quello che riguarda la vita”. 
  • La fiducia è nelle parole del Rugby Parabiago con Benito Franceschin: “Tutto funziona con la fiducia in sé stessi e nei compagni. Ed essendo un gioco di squadra, funziona anche al di fuori del campo di gioco”.
  • Il divertimento per Villa Cortese Volley con Edine Vettarella: “Per noi è lo stare insieme. Passiamo tanto tempo in palestra, è un sacrificio, un impegno. E anche dopo quando usciamo, andiamo a ballare e mangiare. E’ fondamentale, se manca non si fa nulla”.
  • Il Rugby Saints Abbiategrasso, con Gabriele Oriani, parla di coraggio: “Spesso in Italia il rugby è frainteso come sport. Viene etichettato come uno sport per uomini che hanno coraggio. Ma il coraggio è scendere in campo con altre 14 persone e fidarsi di loro”.
  • La partecipazione nelle parole del Nuoto Club Milano di A1 pallanuoto femminile. Gaia Pilongo: “L’unione di tutti i valori precedenti. Partecipare è fare squadra e stare tutti assieme nella nostra casa. Che in questo caso è la piscina”.
  • Un altro dei valori in campo è la passione. Lo racconta i Rugby Cernusco con Michele Tobia: “La passione è quell’elemento imprescindibile in tutta la vita. Quella cosa che non può mai mancare”.
  • L’eccellenza nelle parole di Davide Losi, responsabile del settore mini basket dell’Olimpia Milano: “E’ un qualcosa di veramente importante. Noi dobbiamo cercare di raggiungerla, cercando di fare lo stesso cammino dei grandi atleti. Noi chiediamo agli istruttori di essere i migliori, non bravi. I bambini vanno guidati, rispettati, crescere insieme a loro”. 

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d’adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l’hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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