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Mondiale pattinaggio di figura, Milano 2018: Stefano Abram svela i segreti dell’organizzazione

Dal 21 al 25 marzo 2018 Milano ospiterà il Mondiale di pattinaggio di figura. Stefano Abram, Direttore Generale del comitato organizzatore, racconta a MilanoSportiva.com cosa ci gira attorno.

Quant’è difficile organizzare una manifestazione di pattinaggio a Milano?

“È complesso perché questo mondo ingloba tante valenze che sono l’arte, la musica, il muoversi, gli autori, i testi. È un mix d’insieme che il cliente deve riuscire a percepire. Poi c’è l’altro aspetto, ovvero la vendita d questo evento nel mondo. Grazie a Milano e a coloro che collaborano non vi nascondo quanto sia bello e facile. La città si sta muovendo bene, poi abbiamo le solite pecche all’italiane che per muovere una scala devi avere il decreto ministeriale. Ma questa è purtroppo la nostra situazione, dove dovremo spendere un sacco di soldi per rimanere competitivi. Il binomio italianità-Milano, stabilito dalla federazione prima di farmi entrare, mi soddisfa”.

C’è qualche dato che ci può dare sui Mondiali?

“Saranno circa 190 gli atleti, in rappresentanza di 42 Paesi. Con un giro di addetti ai lavori di circa 650 persone. Poi l’altra parte grossa, che dobbiamo mettere in pista, è l’organizzazione interna dove i volontari garantiscono la loro presenze lungo l’intera settimana. Non pensavo di trovarne 600. Se li mette insieme ha una macchina di 1.000-1.500 persone. I biglietti disponibili sono circa 100.000: due eventi al giorno con un finale gran galà domenica”.

Avete definito una politica di prezzi?

“Stiamo seguendo una strategia di alto valore. Siamo usciti a luglio con dei pacchetti VIP, da lunedì fino a domenica, che sfiorano quasi i 2.000 euro di valore”.

Neanche poi tanto se uno ci pensa

“Questo mondo non è abituato a una simile hospitality. A Helsinki, i nostri predecessori, il biglietto massimo costava 1.100 euro. Questa voce ci sta facendo vendere “solo” il 25% di quantità, ma più del 55% del budget prefissato. Giudizio positivo dunque: la nostra macchina organizzatrice si sta autofinanziando.

Questo è positivo alla fine

“Sì, anche se la ISU parla di diritti tv e sponsor internazionali, fornendo un contribuito importante a supporto del comitato organizzatore”.

Diritti tv: chi li vende?

“I vari intermediari, che poi si interfacciano con le varie reti nel mondo. In Italia siamo in chiaro sulla Rai e in pay-tv su Eurosport.

Qual è la cosa più bella che potrebbe rimanere della manifestazione?

“Ho trovato una federazione che sta cercando di sviluppare competenze. Se riuscissimo, entro fine legislazione, a creare un gruppo di lavoro in grado di prendere altre manifestazioni autonomamente sarebbe un bel traguardo”.

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