Cus Geas Milano, foto Facebook

Fare pallanuoto in una città come Milano. Difficile, difficilissimo. Eppure c’è chi, in qualche modo, ci riesce. Come il Cus-Geas Milano, che con la sua Serie B maschile ogni settimana si getta in acqua a suon di gol, espulsioni, vittorie e sconfitte: “Ci vuole molta passione e molta inventiva, perché Milano è una città che ha tanto ma anche poco – le parole del presidente del club Giampaolo Colombol’impiantistica sportiva a Milano è veramente scadente. E quando uso questo termine sono fin troppo buono”.

La pallanuoto a Milano, dove sono gli impianti?

Il discorso legato all’impiantistica ha anche un’aggravante di non poco conto: “Qualsiasi altro sport ha meno problemi della pallanuoto, perché una piscina è una cosa decisamente particolare – prosegue Colombo – oltretutto in città esistono solo due impianti. La piscina al Centro Sportivo Saini e la “Samuele” in via Mecenate. E lì vengono concentrate tutte le attività. Senza dimenticare che la pallanuoto è in coda al nuoto e quindi mi trovo spesso in difficoltà. Perché cominciamo gli allenamenti alle 20 di sera e se per un ragazzo di 19 anni è un orario accettabile, per una ragazzina diventa difficile. E noi ogni anno dobbiamo inventarci qualcosa per fare attività e avere nuove leve”.

Il record del Cus-Geas Milano

Giampaolo Colombo prosegue: “Questo è il quadro nonostante, per noi, quello che inizierà sarà il 24esimo anno di fila nella Serie B nazionale. Un record per l’Italia. Vero, non siamo mai saliti e una volta siamo arrivati primi per poi perdere i playoff. Ma in ogni caso noi usiamo solo ragazzi usciti dal nostro settore giovanile. E questo vuol dire che la trafila tecnica funziona”. Quali sono, ad oggi, i numeri del Cus-Geas Milano? “Contiamo su circa 350 atleti. Una bella realtà diretta da un gruppo di volontari che si allena al Saini e alla Samuele per disputare le proprie gare, poi, al Saini”.

L’appoggio, inesistente del Comune di Milano

E il Comune di Milano? Paghiamo un affitto direi per nulla a buon mercato. Noi dialoghiamo sempre con Milanosport, che è il gestore dell’impianto. Ma diciamo che la municipalità potrebbe venirci molto incontro se se fossero più duttili. La cosa sarebbe positiva per tutti quanti. E non parlo solo di soldi, sia chiaro. Spesso quando si parla con i funzionari per qualsiasi cosa mettono i bastoni tra le ruote. Cosa che ci costringe sempre a correre”. Per fortuna che alle spalle c’è una struttura come quella del CUS: “E’ la più grande realtà sportiva di Milano e questo ci permette un pò di solidità a livello di gestione”. Ma come si potrebbe dare maggiore visibilità alla pallanuoto? “A Milano dovrebbe esserci almeno un altro impianto – conclude Colombo – dedicato esclusivamente all’acqua. Una vera piscina olimpica. E questo è il massimo della visibilità alla quale possiamo ambire. Fermo restando l’appoggio dei media, che non è mai stato molto presente”.

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.