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Valentina Marchei e Ondrej Hotarek
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Valentina Marchei e Ondrej Hotarek: “Mondiale 2018 a Milano, il ritiro e una carriera che…”

Milano sarà la casa dei prossimi Mondiali di pattinaggio di figura (21- 25 marzo 2018). Un appuntamento che rende onore al capoluogo lombardo e per avvicinarci MilanoSportiva.com ha intervistato la milanese Valentina Marchei e Ondrej Hotarek, grande coppia azzurra.

Mondiale a Milano: vi piace l’idea?

“Sì, ci piace l’idea. L’unico paragone con il pubblico italiano risale a Torino 2010, assurdo: abbiamo pattinato gli ultimi 30 secondi sugli applausi del pubblico, senza sentire la musica. Aspettiamo che anche a Milano la gente sia così coinvolta. Il nostro obiettivo è far sì che lo stadio cada. La nostra allenatrice non voleva farci fare “Tu vuo’ fa’ l’americano”. Subito dopo gli scorsi Mondiali avevamo un’esibizione a Firenze. Dentro lo scheletro di un programma vecchio inserimmo la musica nuova, per vedere la reazione. Gli ultimi 30 secondi il pubblico batteva le mani e urlava: lo stadio impazzì. Lì tornammo, video alla mano, dicendo: ‘questo è quello che dobbiamo fare’”.

Credo che a Milano le manifestazioni manchino dallo Skate Awards…

“La gara dal ’99, ma sì l’ultima grande manifestazione è proprio quella del 2008. La cosa bellissima del Forum è che gli spalti sono abbastanza ripidi, quindi il pubblico è molto più vicino. Grandi numeri li fai in Giappone, dove trovi 10-15mila persone. Ma gli stadi, così piatti, impediscono di sentire il calore del pubblico. Il Forum sembra uno stadio da tennis, vedi tutto e quello sarà la chiave di successo del Mondiale. Chiudere con un anno pazzesco e forse la carriera sarebbe il top”.

Addirittura?

“Adesso facciamo questa stagione, poi pausa e ci si carica”.

Organizzare un Mondiale a Milano cosa può rappresentare per la città?

“Portare alla conoscenza del grande pubblico questo sport perché ha una squadra nazionale molto forte ed è giusto dargli importanza. Andiamo avanti da tantissimi anni, ormai siamo una grande famiglia. E’ bello che l’Italia veda del vero pattinaggio con bravi professionisti. Abbiamo un paio di giovani che rappresentano il futuro”.

Qualche nome?

Matteo Rizzo. Il Mondiale a Milano permetterà alle nuove leve di farsi conoscere. Trampolino di lancio anche per la città perché a Milano le strutture mancano. Noi ci siamo trasferiti a Bergamo per allenarci al meglio, aiutati dalla signora Pesenti (presidente di IceLab, ndr).Già è difficile psicofisicamente prepararsi per un’Olimpiade, se poi devi trovare delle soluzioni, è chiaro che tutto si complica. Per questo bisogna sensibilizzare un po’ il Comune di Milano. Probabilmente il Mondiale potrebbe riaprire le porte al altri eventi. Ogni settimana c’è qualche concerto, organizzare qualche spettacolo di pattinaggio potrebbe conquistare nuovi appassionati.

Hai il campione del mondo che è di Milano, uno splendido Forum e le Hot Shivers, che si piazzano sempre, anche ai Mondiali. Eppure, paradossalmente, Milano non riesce mai ad avere continuità di attività

“Un galà lo si potrebbe fare molto facilmente solo con la nazionale italiana perché hai comunque atleti di altissimo livello in tutte le categorie. Secondo noi il Mondiale potrebbe contribuire anche a quello”.

È il momento del ‘ora o mai più’?

“Abbiamo talmente poco tempo che è sempre un ‘ora o mai più’ per noi. Un percorso bellissimo, di conoscenza, esplorazione e milioni di idee…”.

Sarebbe un peccato finire allora…

“Sì, ma anche l’età conta. L’anno olimpico e soprattutto l’Olimpiade vuoi farla bene perché è una gara totalmente a sé. Ma se arrivi pronto, costante nel percorso che ti porta all’evento, sai quello che devi fare. Cambia solo che ci sono cinque cerchi sul ghiaccio. E’ l’apoteosi della tua carriera, ma non la definisce. All’Olimpiade arrivi preparato, incontri l’atmosfera, te la godi perché non la troverai più da nessun’altra parte. Abbiamo sensazioni differenti. È veramente una cosa sé, arrivi lì per svolgere il tuo compito. Il Mondiale lo sperimentiamo l’intero anno. Il fattore in più è che gareggi in casa e ti vengono i brividi solo al pensiero del boato che udirai quando entrerai”.

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