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Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic (Foto di Clément Bardot (Own work) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], via Wikimedia Commons)

Italia-Svezia a San Siro senza Ibrahimovic: “Ho fatto la mia storia in nazionale”

Si avvicina Italia-Svezia che lunedì 13 deciderà chi tra le due squadre parteciperà ai mondiali di Russia 2018. Un grande assente della sfida, ex di entrambi i club milanesi, è tornato a parlare proprio oggi. Zlatan Ibrahimovic è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Sky Sport24 HD, intervistato da Alessandro Alciato.

Quale è stato il tuo primo pensiero sulla doppia sfida tra Italia e Svezia?   

Il primo pensiero è stato che saranno due belle partite, non facili. Non saranno partite facili per nessuna delle due squadre, con la Svezia che farà di tutto per passare e l’Italia la stessa. Le squadre daranno il 100%, perché sono come due finali. Poi, io ho giocato questi playoff e non è facile, non c’entra niente con il gruppo, è tutto su due partite. Poi, vediamo cosa succederà, perché secondo me la Svezia gioca senza pressione e non ci si aspetta tanto.

Come vedi la Svezia senza di te?

Quando c’ero io, tutti si aspettavano che vincevamo il mondiale o l’europeo. È ovvio, perché quella è la pressione che do a me stesso e che mi arriva anche da fuori, da parte di tutti: dai media, dai tifosi ed è una cosa che mi piace. Comunque, se la Svezia vince o perde, le reazioni non saranno uguali a quando c’ero io. Per il mio ego è normale, perché quando gioco io la squadra è più forte, senza di me meno. Hanno comunque fatto un buon lavoro, hanno superato un gruppo difficile, con Olanda e Francia e non erano partite facili.

Ci sarà mai un altro Ibrahimovic nella Svezia?

Non lo so, secondo me adesso conta più il collettivo, perché è diverso giocare con pressioni, aspettative o senza. Adesso, in squadra ognuno ha iniziato da zero, tutti hanno la possibilità di farsi vedere, mentre quando c’ero io c’era un altro livello di pressione. C’è un nuovo allenatore, che ha preso in mano una squadra con nuovi giocatori ed è ricominciato tutto da zero.

Come peso nella squadra, l’Italia ha uno come Ibrahimovic?

Secondo me, Verratti. Nessuno è più forte di lui, però devi utilizzarlo nel modo giusto, per fare uscire la sua qualità al 200%. Ho visto Verratti quando è arrivato al Paris Saint Germain, era giovane, l’ho visto crescere, è cresciuto fino ad essere uno dei più forti al mondo.

Quale è il modo giusto per sfruttare Verratti?

Il modo giusto è quello del PSG, come centrale difensivo di centrocampo.

Dopo anni ce lo puoi dire: quel 2-2 della Svezia contro la Danimarca nel 2004 era combinato? Qui in Italia abbiamo sempre parlato di biscotto e non lo abbiamo mai digerito; ci dici quale è la verità?

La verità è che noi abbiamo giocato la partita ed è finita 2-2. Il risultato non era combinato prima o durante la partita, perché questo non esiste nella mia mentalità. Chi mi conosce sa che non accetto queste cose e per me non esiste. Dopo le partite si dicono sempre tante parole, scuse o qualcosa, solo per trovare una scusa o dar la colpa a qualcuno. Queste sono solo parole, niente di importante.

Se la Svezia passa, ci fai un pensierino al mondiale?

No, adesso il mio pensiero è di tornare in campo e giocare e poi vediamo quello che succede in futuro. Secondo me ho fatto la mia storia in nazionale. Potevo fare di più o potevo fare di meno, ma la mia storia l’ho fatta. Però, sarebbe proprio bello vedere la Svezia al mondiale.

About Mauro Carturan

Amo lo sport e la tecnologia, da sempre provo a combinarli e farne un lavoro. Sono cresciuto col mito degli Azzurri del 1982, di Paolo Rossi e Platini. John McEnroe, Katarina Witt e la pallavolo mi hanno però fatto scoprire quanto siano belli tutti gli sport.

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