Filippo Inzaghi sa cosa vuol dire giocare a San Siro con la maglia della nazionale. A Milano ancora si ricordano ancora, oltre ai suoi gol con la maglia del Milan, della tripletta segnata al Galles in una gara di qualificazione agli Europei 2004.

Sperando che l’aneddoto sia di buon auspicio per gli Azzurri, ecco le parole di ‘Pippo’ Inzaghi rilasciate alla redazione di “Premium Sport” dall’attuale allenatore del Venezia.

Il Mondiale vinto in Germania? Quei ricordi sono indelebili, sono nel nostro cuore, quelle immagini le abbiamo viste tantissime volte. È stata un’emozione fantastica, vincere il Mondiale è qualcosa di straordinario, poi tornare a Roma con 2 milioni di persone al Circo Massimo: è stato tutto fantastico. Speriamo che quei ricordi siano di buon auspicio per la partita dell’Italia contro la Svezia, speriamo che gli azzurri possano andare in Russia e che poi possano fare un mondiale da protagonisti perché è davvero una competizione fantastica.”

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Buffon in campo come nel 2006? Sì c’è lui, c’è De Rossi e Barzagli che c’erano anche in Germania. Sulla carta l’Italia è più forte però la Svezia ha poco da perdere e in queste partite si possono correre dei rischi. L’Italia però difficilmente sbaglia questi match, al ritorno poi giocheremo a San Siro davanti a 70mila persone e penso che lì il pubblico potrà fare la differenza. Mi auguro che l’Italia si qualifichi, poi penso che i giovani di questa Nazionale siano in rampa di lancio e potranno arrivare al Mondiale ancora più maturi e più pronti.”

Un consiglio per gli attaccanti di Ventura? Nella prima partita in Svezia la squadra potrà sfruttare la velocità dei nostri attaccanti. Immobile è il miglior attaccante italiano in questo momento e magari con qualche ripartenza potremmo sfruttare le nostre doti migliori.”

Il ritiro di Pirlo? Con Andrea ho giocato quasi 300 partite. Quando smette un giocatore così importante dispiace sempre però l’augurio più bello che posso fargli è dire che la vita non finisce quando si smette di giocare. Magari all’inizio si è un po’ tristi ma poi ci sono tante cose da fare. Non so cosa farà nel calcio ma conosco Andrea, è una persona intelligente e potrà fare sia l’allenatore sia il dirigente. Che stia tranquillo perché se ho smesso io che amavo così tanto il mio lavoro e mi diverto moltissimo a fare quello che faccio adesso, lo potrà fare anche lui perché ha grande voglia di fare: non avrà problemi”.

Mauro Carturan
cartu73@gmail.com
Amo lo sport e la tecnologia, da sempre provo a combinarli e farne un lavoro. Sono cresciuto col mito degli Azzurri del 1982, di Paolo Rossi e Platini. John McEnroe, Katarina Witt e la pallavolo mi hanno però fatto scoprire quanto siano belli tutti gli sport.