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Juan Alberto Schiaffino: il “Pepe” del calcio dotato di classe e istinto

Oggi ricorre il 15esimo anniversario dalla scomparsa di Juan Alberto Schiaffino, uno dei giocatori che con i suoi colpi di classe ha scritto la storia del calcio a livello mondiale.

Juan Alberto Schiaffino: un sudamericano dal carattere schivo

Negli ultimi anni sono numerosi i sudamericani che hanno avuto un’esperienza in un club italiano, ma al di là delle doti tecniche , molti di loro erano accomunati da una caratteristica distintiva: sapere sdrammatizzare e sorridere anche nei momenti difficili. Juan Alberto Schiaffino, che ha militato nelle file di Milan e Roma, è stato invece un’eccezione.

L’ex calciatore, nato a Montevideo (Uruguay) il 28 luglio 1925 e con chiare origini italiane (il nonno paterno era di Portofino), sapeva farsi apprezzare per le sue giocate, ma aveva un carattere decisamente riservato. A differenza di molti suoi colleghi attuali, l’ex giocatore era particolarmente attento ai suoi guadagni e faceva in modo di non sperperarli.

La sua carriera calcistica inizia nel 1943 in patria, nelle file del Penarol. Inizialmente viene impiegato nelle vesti di ala, ma si mette ben presto in mostra per la capacità di innescare con precisione i compagni in tutto il reparto d’attacco. In dieci stagioni conquista ben cinque titoli stagionali. Non tarda ad arrivare anche il primo successo con la maglia della sua nazionale: nel 1950 vince infatti il Mondiale in Brasile. In finale l’Uruguay batte proprio i padroni di casa.

Juan Alberto Schiaffino: piedi buoni per deliziare compagni e tifosi

Dopo l’esperienza vissuta al Mondiale 1954, Schiaffino si trasferisce in Europa. Ad acquistare il suo cartellino è il Milan, conquistato dai suoi tocchi di classe. L’esperienza in rossonero si rivela più che positivo: arrivano infatti tre scudetti (’55, ’57, ’59), conquistato in una squadra ricca di stelle, tra cui spiccano elementi del calibro di Nordhal, Liedholm, Grillo, Cesare Maldini e Altafini.

Forte è però la delusione per la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni del 1958 in cui la formazione milanese viene sconfitta dal Real Madrid. Schiaffino resta al Milan fino al 1960 e disputa 145 partite segnando 49 gol. Numeri certamente di tutto rispetto, nonostante la decisione del suo tecnico di allora di arretrare la sua posizione in campo trasformandolo in regista. Nel suo nuovo ruolo dimostra una grande visione di gioco, ma soprattutto la capacità di non sprecare mai alcun pallone. I tifosi dell’epoca lo apprezzano per una dote ben distinta: è stato infatti sempre in grado di trovare d’istinto la sua posizione, mantenendo sempre la testa alta.

Molti arrivano addirittura a paragonare i suoi movimenti a quelli del ballerino Nureyev: il giocatore riesce a giocare in modo elegante, ma allo stesso tempo veloce, senza scomporsi mai.

Juan Alberto Schiaffino: la fase finale di carriera alla Roma

Terminata l’esperienza al Milan, che decide di puntare sul talento del giovane Gianni Rivera, Schiaffino decide di accettare la corte della Roma. L’esperienza in giallorosso vede un ulteriore cambiamento di ruolo. L’uruguaiano si trasforma in centrale di difesa: questo conferma la sua versatilità, ma allo stesso tempo lo penalizza in modo decisivo.

“Pepe” decide di appendere le scarpe al chiodo a 37 anni e di tornare a vivere nel suo Paese natale. Gli ultimi anni della sua esistenza sono però poco felici. Ad annunciare la sua scomparsa è infatti la società di pompe funebri che si è occupata del suo funerale. L’uomo era ormai rimasto senza parenti.

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