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Cappellini Lanotte, foto di Diego Barbieri

Milano 2018, pattinaggio di figura: il Mondiale raccontato in esclusiva dai campioni iridati Cappellini Lanotte

Il pattinaggio di figura ruberà la scena a Milano, sede del Mondiale 2018 (21-25 marzo). Riflettori puntati inevitabilmente sulla coppia formata da Anna Cappellini e Luca Lanotte, già campioni iridati. Per MilanoSportiva.com hanno rilasciato un’intervista esclusiva.

Siete pronti?

“Sì. L’infortunio alla mano di Anna ha portato via più tempo di quello che credevamo e speravamo. Ma non è stato grave, solo un po’ più noioso e quindi abbiamo ritardato la partenza. Ormai si gareggia e non vediamo l’ora perché ci siamo preparati tanto e, anche con piccole battute d’arresto, non vediamo l’ora di far vedere i nostri programmi. Una stagione così difficile che forse lo stop non è stato neanche tragico: bisogna tenere le energie fino a fine marzo, cerchiamo di renderlo una forza”.

Quando vi vedremo sul ghiaccio per la prima volta in stagione?

“Prima una gara internazionale. Poi inizieremo il Grand Prix in Giappone (7-10 dicembre) e altri campionati”.

Obiettivo Olimpiadi: chiaramente volete contendervi una medaglia, sfuggitavi a Sochi.

“Sarà una lotta dura. Il nostro obiettivo è di giocarcela senza pensare troppo al risultato, alle aspettative. Ti caricano di un peso eccessivo durante l’anno. Vogliamo essere liberi, lavorare sulle nostre performance, sul lavoro vero, quotidiano, piedi per terra. Sarebbe stupendo già essere atleti a livello della medaglia olimpica.

Questa sarà l’occasione per ritornare sul palcoscenico iridato ed esibirvi davanti al vostro pubblico, abitando in provincia di Como. Ricordiamo il programma.

“Abbiamo una combinazione di ritmi latini, per quanto riguarda la show dance. Ritmi moderni, molto poco classici, attinenti alle linee guida che l’International Skating dà, quindi non troppo fuori tema. Una polemica che negli ultimi anni imperversa fra gli addetti ai lavori. Per quanto riguarda il programma libero, danzeremo sulle note di “La vita è bella”, che secondo noi ci si addice. Siamo felici di portare questo tipo di Italia all’Olimpiade. Solo un po’ in crisi per gli orari, imposti dal palinsesto americano.

Abbasserà il livello di tutti o sarà una cosa veramente marginale?

“Crediamo che molti andranno a prepararsi in Asia già prima delle Olimpiadi. Anche nella scuola italiana si sta parlando di un camp. Noi non siamo messi così male perché anche la gara dei team inizia molti giorni dopo l’apertura del villaggio”.

Guardiamo agli avversari: 3/4 nomi da temere

“In cima allo scorso Mondiale Canada e Francia, che si sono, appunto, aggiudicati il primo e il secondo posto. Poi veniamo noi con le coppie americane e la coppia russa.

Corea del Sud: pochi km più in là c’è una guerra, almeno nelle dichiarazioni

“Lo avevano detto: ‘noi non sposteremo le Olimpiadi’. Ma qualche atleta potrebbe dire di no.

Qual è la vostra?

“Dobbiamo dire che anche a Sochi il clima non era così tranquillo, era militarizzato. Il comitato olimpico non cambierà idea finché non si presenteranno altri segnali di pericolo”.

Non avete paura?

“Se fosse una minaccia reale ce lo comunicherebbero e sulla base di queste informazioni prenderemmo una decisione coscienziosa. Noi non andiamo a fare gli eroi: rimane una manifestazione sportiva in cui vogliamo dimostrare il nostro lavoro come tutti”.

Giocare in casa alimenta pressione?

“Forse un pelo, ma è più la gioia di potersi esibire perché abbiamo già gareggiato in Italia. La cosa bella è che si ospita il Mondiale dove si fa fatica alla grande perché purtroppo le strutture sono misere. A differenza di tanti nostri concorrenti, ben attrezzati”.

Torno indietro di quattro anni e mi lancio su Sochi: cosa vi ha lasciato e qual è il valore aggiunto dai 4 anni?

“A Sochi non eravamo consapevoli delle nostre capacità, anche se un mese prima avevamo vinto il titolo europeo. Dopo, fiduciosi dei nostri mezzi, il successo al Mondiale. Prima ci allenavamo e provavamo a fare il meglio che si poteva. Ora, da campioni, sappiamo esattamente quali strategie attuare“.

Come ritenete un’eventuale candidatura di Milano per le Olimpiadi?

“Speriamo innanzitutto di esserci! Sarebbe una cosa molto importante”.

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