Home / Main slider / Libri di sport: Kobe Bryant raccontato alle nuove generazioni da Francesco Poroli
Kobe Bryant, il libro di Francesco Poroli
Kobe Bryant, il libro di Francesco Poroli

Libri di sport: Kobe Bryant raccontato alle nuove generazioni da Francesco Poroli

Da alcune settimane si trova nelle librerie italiane “Like Kobe: il mamba spiegato ai miei figli”, libro illustrato scritto da un autore esordiente con il desiderio e la volontà di parlare ai suoi figli di concetti e insegnamenti fondamentali per la loro crescita ed il loro futuro. Concetti che difficilmente vengono trattati nei libri a loro destinati. A fare da sponda, la parabola sportiva di Kobe Bryant, grande campione di basket. La redazione di MilanoSportiva ha incontrato l’autore, illustratore di professione, Francesco Poroli.

Francesco perché hai scelto di parlare di Kobe Bryant, personaggio per molti versi spigoloso ed anti-eroe per eccellenza, e come è nata l’idea di realizzare un libro su di lui destinandolo a questo tipo di pubblico?

L’idea originaria è di Michele Dalai, ex editore di Baldini&Castoldi che voleva realizzare una storia su Kobe Bryant riservato ad un pubblico di giovani adulti. Ne ho adattato l’idea osservando mio figlio. Sono un papà, felice di essere papà, che ha però sentito la necessità di trasmettere ai propri figli ed ai bambini della loro età alcuni concetti importanti che difficilmente vengono loro spiegati. Concetti come l’etica professionale, l’ossessione del lavoro, la resilienza. Volevo trasmettere loro il messaggio che per raggiungere un obiettivo non si deve mollare alla prima difficoltà ma insistere, insistere sempre. Anche se ciò potrebbe voler dire sbagliare perché è dagli errori che si impara a essere migliori. E chi meglio di Kobe Bryant potevo prendere ad esempio? Un campione che è stato capace di essere tra i i migliori realizzatori dell’Nba ma che, allo stesso tempo, detiene il record negativo di tiri sbagliati (più di 14.000!). Nel libro ho volutamente dedicato una doppia pagina alla statistica dei tiri sbagliati per dimostrare che sbagliando si impara, che da ogni errore si trova la forza per diventare migliori. Così Kobe Bryant ha vinto 5 titoli nella Nba! Tante volte Kobe è caduto e tante volte si è rialzato superando episodi e circostanze che avrebbero potuto stroncargli la carriera. Come quella volta, citata nel libro, che durante una partita si infortuna rompendosi il tendine di Achille e contemporaneamente subisce un
fallo. Prima di uscire dal campo, su di una sola gamba, va in lunetta e segna i due tiri liberi spiegando poi nello spogliatoio quanto accadutogli alla moglie ed alle figlie. Etica professionale, resilienza, ossessione del lavoro appuntoQuando l’ho pensato non avevo un’idea precisa del taglio da dargli. Ne è uscito un piccolo ibrido che, sebbene scritto in forma molto semplice, può essere letto tanto dalle famiglie quanto dall’appassionato di basket. All”interno del libro si trovano infatti dati, record, date ed episodi della vita e carriera di Kobe, da quando bambino accompagnava il papà Joe, anch’egli cestista, alle partite fino all’ultima partita giocata dallo stesso Kobe.”

Qualche episodio in particolare da raccontare?

“Ce ne sarebbero molti ma uno in particolare la dice lunga sul personaggio Kobe Bryant e sulla sua etica professionale ed ossessione al lavoro . Potrà sembrare strano ma si tratta di un episodio accaduto fuori dal campo. Quando nel corso di un’intervista gli hanno chiesto dove si trovasse nel momento in cui sono crollate le Torri Gemelle in quel tristemente famoso 11 settembre 2001, risponde di essersi trovato a casa e di averle viste crollare a conclusione di un allenamento. Le torri sono crollate alle 8:30 del mattino. Le 8:30 di New York corrispondono alle 5:30 di Los Angeles, città dove Kobe viveva in quanto giocatore dei Los Angeles Lakers. Vuol dire che il campione Kobe Bryant, a due mesi dall’inizio della stagione, aveva a quell’ora già finito il suo allenamento! Una carriera intera improntata al miglioramento, al costante lavoro su se stesso.”

Come hai conciliato la semplicità del testo con la complessità dei concetti che hai voluto illustrare e quali difficoltà hai incontrato nella sua realizzazione?

“Non avevo mai realizzato un libro, tanto meno lo avevo illustrato. Anche se sono un illustratore, ho sempre lavorato con i giornali nei quali le poche immagini servono da corredo ai contenuti e via subito con il lavoro successivo. I tempi di realizzazione sono quindi velocissimi. Nel caso del libro, invece, si trattava di realizzare un racconto visivo lungo 80 pagine con un ritmo incalzante e senza alcuna pausa. È stato necessario avere l’occhio del regista affinché le immagini reggessero l’intera durata del libro. Di professione sono illustratore e con la parte visiva mi sono comunque sentito a mio agio. Quella della scrittura, viceversa, è stato un vero e proprio debutto che mi ha richiesto tantissimo tempo oltre a crearmi non poche preoccupazioni per il timore di non esserne all’altezza e, di conseguenza, per la riuscita finale del libro. In qualche modo mi ha però aiutato la mia pregressa, seppur breve ed ormai lontana, esperienza di cronista sportivo.”

Hai già ricevuto qualche feedback in merito?

“Dopo la prima presentazione fatta insieme all’editore Baldini&Castoldi a Milano, ho ricevuto e sto ricevendo numerose richieste di presentazione del libro da ogni parte d’Italia, persino da persone mai conosciute ne incontrate. Vedo molto interesse da parte di chi ha semplicemente visto il libro e mi chiede di andarlo a presentare. Dalla presentazione fatta con l’editore a fine gennaio prossimo avrò percorso migliaia di km in giro per l’Italia. Ciò è molto importante per me perché è l’occasione di incontrare nuove persone, confrontarmi con chi non l’ha mai letto, con chi ne è solo incuriosito e poi lo compra, scambiare due parole con chi ti chiede una dedica”.

Con i bambini e i ragazzi, che sono poi coloro a quali questo libro è rivolto, hai avuto occasione di confrontarti?

“Certamente. Ho presentato il libro in Sardegna nel corso di un festival sportivo chiamato “Atleti tra le righe”. A Padova, invece, ho avuto occasione di incontrare la squadra under12 del Padova Basket, trovando un gruppo di ragazzi affamati di notizie ed aneddoti sull’Nba e sui suoi campioni. Incontrare e confrontarsi con bambini e ragazzi è molto divertente e stimolante perché ti pongono domande del tutto inattese, out of the blue come dicono negli Stati Uniti”.

Tra i nostri attuali e passati giocatori chi accosteresti a Kobe Bryant?

“Domanda impegnativa. Kobe Bryant è particolare proprio per quel mix di talento e determinazione fino a sfiorare l’ossessione. Direi che – al di là del diverso ruolo e del differente gioco espresso – per continuità di carriera, altissime prestazioni di gioco e grandissima determinazione che lo ha portato a lottare sempre su ogni pallone mi viene in mente Dino Meneghin”.

Kobe Bryant è al corrente della pubblicazione?

“Credo di sì. Gli ho spedito il libro ma al momento non ho ricevuto alcun cenno di risposta da parte sua.”

Questa è stata la tua prima esperienza editoriale. Pensi possa seguirne una seconda?

“In questo momento sono contento di quello che ho realizzato e di quello che mi sta succedendo intorno. Ho dato seguito al desiderio di un papà di trasmettere insegnamenti importanti ai propri figli, e di poterli trasmettere ai loro coetanei, ma anche di aver suscitato interesse e curiosità negli adulti, a prescindere che fossero o meno appassionati di basket. Per ora è un episodio isolato. Non ho altri progetti in mente. Per esperienze personali e professionali sono poi abituato a non pianificare troppo ma se un giorno qualcuno mi proponesse un nuovo progetto sarei pronto a discuterne.”

Francesco A. Bellini

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

Check Also

Mondiali di Pallavolo a Milano

Mondiali di pallavolo a Milano, info sui biglietti

Cresce l’attesa a Milano per i Campionati Mondiali di Pallavolo Maschile 2018. Da venerdì 21 …

Serie A1 Softball, finita la regular season

Ultima giornata di intergirone che pone fine alla regular season di Serie A1 Softball, ma …

Coppa Lombardia

Coppa Lombardia, Sanga Milano ko in finale

Costa Masnaga vince la coppa Lombardia ma il Ponte Casa d’Aste dimostra di avere qualità …

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi