Gennaro Gattuso, foto Ufficio Stampa McDonald's

Difficile mandar giù un gol preso al 95′ minuto subito su un colpo di testa del portiere avversario. È successo in Benevento-Milan (2-2), con i rossoneri in vantaggio per 2-1 che vengono raggiunti dei campani, al primo punto in serie A e reduce da 14 sconfitte consecutive.

Nel corso del programma “Serie A Live” in onda su Premium Sport, l’allenatore del Milan Rino Gattuso dichiara:

Devo ringraziare la prestazione dei ragazzi perché ce l’hanno messa tutta. Poi abbiamo preso un gol beffa. E’ un periodo che girà così. Ma devo ringraziare questi ragazzi perché da quando sono arrivato c’è stata grande disponibilità da parte di tutti, c’è grande senso di appartenenza e c’era disperazione nello spogliatoio. Ci lecchiamo le ferite ma abbiamo il dovere di migliorare la condizione fisica e la mentalità. Dispiace molto però non posso rimproverare niente alla mia squadra. Potevamo sviluppare il gioco molto meglio, abbiamo perso troppe palle in uscita. Dovevamo avere più personalità però non è una scusante. Per giocare in questo modo ci vuole gamba, la squadra mi è sembrata viva. Poi sapevamo le difficoltà che avremmo trovato, il Benevento sta facendo bene da alcune settimane. Certamente brucia ancora di più aver preso gol negli ultimi 30 secondi dal portiere che è sempre qualcosa di strano. La squadra ha fatto quello che doveva fare poi è normale che non riusiamo a tenere ritmi alti per 90 minuti.”

Mi aspettavo un esordio più facile? Da quando gioco partite facili non me ne ricordo. In Serie A sono tutte gare difficile, gli allenatori sono tutti preparati, ovviamente non immaginavo che avremmo pareggiato negli ultimi secondi subendo gol dal portiere. Più difficile giocare o allenare il Milan? Non c’è paragone, c’è una differenza abissale. Come allenatore rappresenti il Milan e ci sono molte più responsabilità. Quanto c’è da lavorare? Pensavo che avrei dovuto lavorare moto. Sapevamo che in pochi giorni non potevamo cambiare tutto però è un pareggio che brucia molto. Ora bisogna guardare avanti. Insisterò su questi 11? E’ una domanda che mi fa sorridere. Romagnoli già non ci sarà perché squalificato. Bisogna valutare i ragazzi durante la settimana. L’identità la si dà con i concetti di gioco, poi gli uomini sono importanti ma è meglio lavorare sui concetti e su quello che si deve fare”.

Mauro Carturan
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Amo lo sport e la tecnologia, da sempre provo a combinarli e farne un lavoro. Sono cresciuto col mito degli Azzurri del 1982, di Paolo Rossi e Platini. John McEnroe, Katarina Witt e la pallavolo mi hanno però fatto scoprire quanto siano belli tutti gli sport.