Non è morto solo un uomo, ma l’emblema di un movimento intero. Legnano piange la scomparsa di Vittorio Pino, il presidente della sua squadra sportiva di baseball e softball. Una persona capace, nel corso degli anni, di portare la città a risultati incredibili, con la conquista di scudetto, Coppa Italia e Coppa dei Campioni.

L’addio a Vittorio Pino

Per questo Vittorio Pino non può semplicemente considerarsi un uomo. Perché in carriera ha vinto tutto quello che si poteva fare. Ha dovuto chinare il capo solo di fronte ad un male incurabile, che se l’è portato via nelle prime ore di venerdì 5 gennaio. Padre della fuoriclasse Ilaria, sotto la sua gestione Legnano è salita sul tetto d’Europa con la squadra di softball. Capace di conquistare scudetto, Coppa Italia e Coppa dei Campioni.

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Il saluto di Andrea Marcon

Vittorio Pino, classe 1941, è stato presidente del Legnano ininterrottamente dal 1960 fino a pochi mesi fa: “Perdo un amico con il quale ho condiviso tanto sui campile parole del presidente della Federazione italiana baseball softball, Andrea Marcon lo avevo incontrato anche di recente constatando come non avesse perso nulla dello spirito combattivo che lo ha sempre contraddistinto. Il softball e il movimento perdono una personalità che ha sempre saputo condividere con tutti la sua passione smisurata per il gioco. A nome dei consiglieri, degli operatori, dello staff federale e di tutte le donne e gli uomini del baseball e del softball italiani stringo in un commosso abbraccio di cordoglio la famiglia e gli amici”

Ha vinto tutto con il Legnano softball

Uno Scudetto nel 2007, quattro Coppe Italia (2006, 2007, 2008 e 2015) la Coppa Campioni nel 2008 e la Coppa Coppe nel 2007. Questo è ciò che lascia in eredità Vittorio Pino a Legnano e a tutto il movimento del baseball e del softball. Oltre, ovviamente, ad una grande dose di umanità.

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.