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Bydgoszcz 19 al 24 luglio2016 Campionati Mondiali Juniores di Bydgoszcz , in Polonia - Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo
Bydgoszcz 19 al 24 luglio2016 Campionati Mondiali Juniores di Bydgoszcz , in Polonia - Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Filippo Tortu: il 2018 sarà l’anno della conferma

Il 2018 per confermarsi e per far rinascere l’atletica italiana. Sarà un anno molto impegnativo, fisicamente ed emotivamente, per Filippo Tortu. Perché il giovane sprinter milanese è da tutti considerato il nuovo che avanza, quell’atleta che davvero potrebbe far tornare la gente ad innamorarsi ad una disciplina che ha tanto bisogno di figure di spicco che possano trainare il movimento.

Filippo Tortu, un 2018 molto impegnativo

Il primo impegno per Filippo Tortu sarà venerdì 26 gennaio: un’unica uscita, a Berlino, per le prove indoor. Poi si tornerà a pensare e preparare le gare all’aperto, il suo fiore all’occhiello. Che la nostra Nazionale si aggrappi al suo talento è abbastanza palese: dopo gli scarni risultati dei Mondiali 2017, che ha portato tante critiche e i primi timidi lampi di questo ragazzo, a lui si chiede uno sforzo fuori misura. Nonostante i suoi 19 anni, la semifinale conquistata sui 200 metri durante la rassegna iridata ha fatto tornare il sorriso a tutti.

Ora bisogna confermarsi

Ora bisogna confermarsi: nelle categorie giovanili ha sempre dettato legge, ora serve farlo con i big. Tortu ha recuperato dall’infortunio che si era procurato dopo la tappa della Diamond League a Roma e riparte da quel 20.34 suo personale sui 200 metri: ma non basta, bisogna migliorarsi per arrivare a traguardi di prestigio. Il primo obiettivo deve essere la finale agli Europei di Berlino, poi magari una medaglia per lanciarsi nel biennio che conduce alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Perché tutti parlano di lui come il nuovo Livio Berruti oggi, Pietro Mennea domani. Ma la verità è che, senza risultati, sono solo parole messe in bocca a chicchessia. E il rischio di bruciarsi è dietro l’angolo (chiedete ad Andrew Howe per conferme).

L’allenamento in Brianza

Lui intanto continua ad allenarsi in Brianza, a guardare la Juventus in televisione e studiare a Roma. Ma sa che, per lasciarsi alle spalle un 2017 che definire orribile forse è anche riduttivo, tutta l’Italia punta su di lui. E sul pieno recupero di Gianmarco Tamberi, la riconferma di Antonella Palmisano e magari dalla rinascita di un’altra milanese, quella Eleonora Giorgi vera delusione della marcia azzurra.
Filippo Tortu, intanto, riflette: il nuovo record italiano junior dei 100 metri siglato a Savona il 25 maggio (10.15/0.9), l’infortunio alla caviglia sinistra nella serata del Golden Gala e il titolo europeo Under 20 a Grosseto. Un’altalena di emozioni che, con queste medaglie al collo, spera di poter ripercorrere anche nel 2018.

La semifinale di Londra, punto di partenza

Con la consapevolezza di potersela giocare sempre e comunque: perché i 200 metri ai Mondiali di Londra, dove ottenne l’accesso alla semifinale giungendo terzo nella sua batteria in 20”59, furono già un miracolo. E la successiva semifinale, corsa sotto una pioggia battente in 20″62 tenendo testa a nomi eccellenti del gotha mondiale, deve essere il videoclip da guardare in loop per sognare in grande. Consapevole che, alla prossima semifinale, potrà nuovamente dire la sua.

Un palmares già ricco

Filippo Tortu è nato a Milano il 15 giugno 1998. Ma, nonostante la giovane età, ha già un palmares di tutto rispetto. Oro agli Europei under 20 di Grosseto 2017 e argento ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz 2016 sui 100 metri piani. Detiene il primato italiano categoria juniores (under 20) della specialità con il tempo di 10″15, che occupa la sesta posizione tra le migliori prestazioni italiane di sempre sulla distanza. Sui 200 metri piani detiene invece la quarta prestazione italiana di sempre con 20″34.

About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d’adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l’hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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