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Giampiero Ventura

Giampiero Ventura: 70 anni di storia di chi ha mancato l’appuntamento mondiale

Giampiero Ventura, ultimo allenatore della Nazionale che sarà purtroppo ricordato per non essere riuscito a qualificare l’Italia ai Mondiali 2018, festeggia oggi il suo 70esimo compleanno.

Giampero Ventura: l’importanza della gavetta

Da calciatore Ventura cresce nella Sampdoria (Marcello Lippi era suo compagno nel settore giovanile), ma non riesce mai ad arrivare in prima squadra. Quasi tutta la sua carriera si sviluppa così in Serie D, ad eccezione di nove presenze con l’Enna collezionate nella stagione 1970-71.

Una volta appese le scarpe al chiodo, la passione per il calcio si rivela irresistibile e lo porta a decidere di diventare allenatore. Anche in questo ruolo riuscire ad affermarsi non è però semplice. Inizialmente torna alla Sampdoria, dove è tecnico delle giovanili e poi vice allenatore della Prima squadra.

La sua attività prosegue poi in squadre minori: Albenga, Rapallo Ruentes, Entella Bacezza, Spezia, Centese, Pistoiese, Giarre.

Solo nel 1994-95 riesce ad approdare in Serie B sulla panchina del Venezia. L’esperienza dura però solo nove giornate, quando arriva un esonero. Nel 1997 torna in C1, al Cagliari, dove resta per due stagioni, ottenendo altrettante promozioni. L’esordio in Serie A arriva nel 1998-99, sempre con i sardi, a 50 anni compiuti.

Giampiero Ventura: il girovagare di inizio anni 2000

La consacrazione definitiva sembra però ancora lontana per Ventura. Nel 1999 torna infatti alla Sampdoria, per poi girovagare tra Udinese, Cagliari, Messina e Pisa.

Particolarmente positiva si rivela invece l’esperienza iniziata nell’estate 2009, quando approda al Bari, dove viene scelto per sostituire Antonio Conte (come sarebbe accaduto anche qualche anno dopo). Il Mister fa discutere sin dalla sua conferenza di presentazione, dove rivela di allenare “per libidine”. Questo gli permetterà di guadagnarsi il soprannome di “Mister Libidine”.

In quella stagione i pugliesi ottengono ben 50 punti (record per la squadra in Serie A) e un decimo posto finale. In quella rosa c’erano anche i giovani Andrea Ranocchia e Leonardo Bonucci.

Giampiero Ventura: l’esaltante esperienza granata

Il punto più alto della carriera da tecnico di Ventura ha i colori granata. Nell’estate 2011 viene infatti scelto dal presidente Cairo, che gli affida la panchina del Torino. Alla prima stagione arriva la promozione in Serie A. Il ritorno nella massima serie è più che positivo: la salvezza viene raggiunta con una giornata di anticipo.

Il 2013-2014 è la sua migliore stagione. La formazione piemontese conquista il settimo posto, che significa qualificazione ai preliminari di Europa League. L’esperienza continentale nella stagione successiva è soddisfacente e si conclude solo agli ottavi di finale contro lo Zenit San Pietroburgo.

Ventura viene ricordato dai tifosi anche per quanto fatto il 26 aprile 2015: quel giorno il Toro batte la Juventus per 2-1. La vittoria granata nel derby mancava da ben 20 anni.

Gli aspetti positivi della gestione Ventura a Torino non si limitano però ai risultati. E’ lui infatti a lanciare giovani del calibro di Darmian, Ogbonna e Glik. Altrettanto importanti sono i contributi dati da Alessio Cerci e Ciro Immobile.

Giampiero Ventura: una macchia difficile da cancellare

Nell’estate 2016, dopo essere riuscito a qualificare il Torino all’Europa League, viene scelto dal presidente Tavecchio per allenare la Nazionale. E’ il suo primo incarico prestigioso dopo una carriera caratterizzata da una lunga gavetta. Il tecnico accetta con grande entusiasmo, ma con la consapevolezza di avere un compito tutt’altro che semplice da portare avanti: raccogliere l’eredità di Antonio Conte e conquistare la qualificazione ai Mondiali 2018.

Gli azzurri si ritrovano però a giocarsi tutto nei playoff contro la Svezia. Dopo la sconfitta per 1-0 in trasferta, Buffon e compagni non vanno oltre lo 0-0 nel ritorno a San Siro. Il doppio risultato sancisce quindi l’eliminazione degli azzurri Un vero record in negativo per la nostra rappresentativa. Per la prima volta dopo 60 anni l’Italia non riesce a garantirsi l’accesso alla fase a gironi dei Mondiali.

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Il giorno dopo l’allenatore ligure viene esonerato. Una decisione che scatenerà non poche polemiche: molti infatti si sarebbero aspettati le sue delusioni dopo un fallimento così eclatante.

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