Elena Curtoni in studio ad Eurosport

Elena Curtoni è lì, in uno studio televisivo. Guarda le Olimpiadi invernali di Pyeongchang da uno schermo. Le commenta. Vede sfilare le sue amiche, le sue avversarie. E non può fare nulla. Perché da quel 15 novembre 2017 la sua stagione è cambiata: impegnata a Copper Mountain negli allenamenti prima delle gare di Killington, durante il training di gigante, la 26enne dell’Esercito cadde in curva. Rottura del legamento crociato del ginocchio destro. Non resta che accettare il verdetto e guardare dalla televisione le Olimpiadi. Diventando, però, opinionista di Sky ed Eurosport.

Elena, come sta?

Decisamente meglio. Sono ancora in fase di riabilitazione, quindi posso fare poco. Non ho più le stampelle per fortuna ma non mi sento ancora atleta.

Costretta guardare in tv, che effetto le fa?

E’ un po’ come rigirare il coltello nella paga. E’ difficile da digerire, ci sono delle giornate che sono più tranquilla e altre nervosa. Cerco di non pensarci, non ci posso fare niente. Devo vivere serenamente, anche se non sempre è facile.

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Com’è essere una commentatrice tv?

Per me è una novità assoluta. Io che, abituata a fare interviste con casco e maschera alla fine di una gara, ora mi ritrovo al di là del tavolo. Mi sono divertita, uscire dalla nostra comfort zone e dilettarsi con qualcos’altro è carino. Un messaggio per il futuro? non so se sarà questa la mia direzione, anche perché io dipingo e disegno. Sarà sicuramente più verso questo ambito però mai dire mai.

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Com’è nata quest’idea?

Molto semplicemente dal fatto che conosco i commentatori di Eurosport e le persone che lavorano a Sky. E’ stato tutto abbastanza naturale, incontrandoci mi hanno chiesto se li accompagnavo in quest’avventura. Ed ora eccomi qui.

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Com’è vedere una gara di sci in tv?

Strana. Perché non viene trasmessa al 100% la fatica e la classe che alcuni atleti mettono in campo. Si dovrebbe migliorare soprattutto le riprese, che in certe piste alla televisione non rendono quanto siano ripide certe discese o alti certi salti. Mi piacerebbe si studiasse un nuovo metodo con magari qualche miglioria tecnologica.

Cosa fa Elena Curtoni nella vita di tutti i giorni?

Sicuramente non la spesa (ride, ndA): non mi piace farla, soprattutto quando ho fame perché vorrei comprare tutto il supermercato e magari ho il frigo pieno… mi piace stare in compagnia, anche se gran parte della mia giornata è dedicata a fisioterapia e un leggero allenamento in palestra. Non sono a casa, sono a Milano, quindi cerco di sfruttare il momento milanese per conoscere i lati della città che ancora non ho visto… Happy hour? Non proprio così! Ma è bello passeggiare in solitaria, soprattutto quando perdo l’autobus.

Il disegno e la pittura: quando sono nate queste passioni?

Fanno parte di me da sempre, da tanto quanto lo sci. Quand’ero bambina disegnavo sempre, mi bastava avere un foglio bianco e una matita ed ero contenta. La maestra all’asilo consigliò a mia mamma di farmi coltivare questa dote. Quando ero piccola andavo a lezione da una pittrice spagnola, poi ho studiato al liceo artistico. Per ora è un hobby, perché il mio lavoro è un altro. Ma un giorno mi piacerebbe vivere da pittrice. Mi affascina anche il design.

Ma già fai qualcosa, giusto?

Collaboro con UnaBorsa, marchio di Santhià, che produce borse con i miei disegni sopra. Che questo possa essere il mio futuro? Mi sto pian piano disegnando un logo, il problema è che sono molto esigente nei miei confronti. e quindi quando lo disegno non è mai quello che mi piace. Come nello sci, chiedo tanto a me stessa. Questo è un pregio ma anche un difetto, perché non sono mai contenta. Mi sembra sempre di poter fare di più, di non essere mai brava abbastanza. La continua ricerca della perfezione a volte è estenuante.

E questa ricerca estenuante la senti tua anche nel fare la commentatrice?

Di certo no, perché non so quale sia la perfezione (ride, ndA). Sono ancora un po’ sintetica, ma lentamente mi sto sciogliendo.

Il tuo sogno ad occhi aperti?

Da sportiva semplicemente di essere sugli sci e di stare bene, di poter fare quello che voglio perché sto bene e non ho nessun pensiero se non andare ad allenarmi e trovare quest’impossibile perfezione. Per la vita in generale mi vedo in un futuro vivere al mare. Lo so che sembra paradossale, visto che sono una sciatrice. Ma io sono tutta un controsenso.

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.