Paola Paggi

Saugella Team Monza-Foppapedretti Bergamo è stata l’ultima partita della carriera di Paola Paggi. La centrale di Ivrea, al termine del match che è valso la salvezza alla squadra orobica, ha confermato la sua decisione. A 41 anni, è giunto quindi il momento di dire basta con la pallavolo giocata e cambiare vita.

L’intervista a Paola Paggi

MilanoSportiva ha intervistato Paola Paggi a caldo e non c’è stato spazio per ripensamento. “Siamo salve. L’unico dubbio che avevo era legato a questo. Non volevo chiudere con una retrocessione. Non ho rimpianti. Ora la mia strada dev’essere un’altra. Non posso ancora dire di che cosa si tratta. Ho dei progetti in ballo, farò il possibile perché si avverino dei nuovi sogni“.

Paola Paggi
Paola Paggi

La salvezza di Bergamo

La Foppapedretti Bergamo è stata sconfitta 3-2 ma a retrocedere è stata la Lardini Filottrano. Le marchigiane si sono imposte sul Bisonte Firenze ma alla fine hanno pagato un peggior quoziente set. “Noi volevamo vincere a tutti i costi perché era l’unico modo di essere certi della salvezza. Questo punto però ci ha dato la salvezza e va bene così. Quando abbiamo perso lo scontro diretto ho davvero avuto paura che potesse finire male”.

Paola Paggi
Paola Paggi

Un palmares da leggenda

Il momento più alto della carriera di Paola Paggi resterà sempre il Mondiale vinto nel 2002. L’Italia di Bonitta a Berlino conquistò il titolo iridato battendo in finale gli Stati Uniti. “Sicuramente è il ricordo più bello ma anche i tanti trofei vinti con Bergamo sono bellissimi e indimenticabili”. Due scudetti e due Champions League, tra gli altri, nel suo ricchissimo palmares.

Paola Paggi
Paola Paggi

Il segreto della longevità

Abbiamo chiesto infine a Paola Paggi quale sia stato il segreto della sua longevità in campo. “Bisogna avere tanta costanza e tanta intelligenza. E’ fondamentale tenere al proprio corpo. I pesi tante volte sono considerati come qualcosa di sbagliato ma in realtà ti fanno andare avanti. Alle ragazze più giovani dico di usare sempre la testa e di avere pazienza”.

Andrea Gussoni
andreagussoni@hotmail.it

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