Chef Rubio

Gabriele Rubini, meglio conosciuto come Chef Rubio, è stato uno degli ospiti di “Cibo a regola d’arte”. Il grande evento del Corriere della Sera dedicato al mondo della cucina è in scena all’UniCredit Pavillon, fino a domenica 25 marzo. L’ex rugbista, diventato famoso con la serie “Unti e bisunti”, ha parlato anche di “Cucina in tutti i sensi”. Si tratta di una web serie di videoricette tradotte nella Lingua dei Segni Italiana (LIS) da quest’anno accessibili anche ai ciechi grazie a un’app che traduce le immagini in audio.

Chef Rubio
Chef Rubio

L’intervista a Chef Rubio

Noi di MilanoSportiva abbiamo colto l’occasione per intervistare Chef Rubio. “Sia nel rugby che in cucina il gioco di squadra è determinante. Io mi sono sempre dato da fare ai fornelli, mi è sempre piaciuto. Non pensavo che sarei arrivato a certi livelli ma solo perchè io vivo tutto giorno per giorno, cercando di fare meglio”.

Chef Rubio
Chef Rubio

Tra rugby e cucina

La sua carriera da chef è cominciata in Nuova Zelanda, dove si trasferì nel 2005. “Allora giocavo ancora a rugby e ci andai consapevole di poter portare avanti entrambe le attività. Sapevo di poter cucinare. Ora mi fanno fare mille altre cose. Ho attorno tante persone che lavorano bene e con cui cerco di fare qualcosa di buono per il movimento. Mi sono comunque distaccato dall’estetica effimera degli show cooking“.

Chef Rubio
Chef Rubio

La Nazionale e il Sei Nazioni

Chef Rubio è invece rimasto molto legato al mondo del rugby. Ha commentato da bordo campo le partite dell’ultimo Sei Nazioni. Purtropp l’Italia è uscita sempre sconfitta, portando così a casa l’ennesimo cucchiaio di legno. “Mi aspettavo qualche vittoria. Le prestazioni non sono mancate, anche se sono state discontinue. Il problema comunque è la classe politica dirigenziale, da rifondare. Il movimento è totalmente assente e negli anni sono stati spesi in modo sciagurato tutti i soldi che avevamo. La ricetta giusta? Ricostruire tutto da capo partendo dai giovani”.

Andrea Gussoni
andreagussoni@hotmail.it

2 thoughts on “Chef Rubio ha la ricetta per il rugby italiano”

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