prima radiocronaca della storia

Il calcio è certamente lo sport più amato in Italia in grado di scatenare emozioni indescrivibili. In occasione degli impegni della nostra Nazionale tutti ci sentiamo più uniti e pronti a sostenere i giocatori in campo. Risale esattamente a 90 anni fa la prima radiocronaca degli azzurri.

Prima radiocronaca della storia: un Italia-Ungheria indimenticabile

Le partite della nostra Nazionale che hanno lasciato un segno nel nostro cuore sono diverse e legate soprattutto alle sensazioni generate da una vittoria o una sconfitta. C’è però una gara che è entrata di diritto nella storia al di là del risultato finale. Si tratta di Italia-Ungheria, terminata 4-3 e disputata esattamente 90 anni fa.

In quell’occasione veniva inaugurato lo Stadio del Partito nazionale Fascista di Roma, oggi conosciuto come Flaminio. Le due squadre si affrontavano con l’obiettivo di conquistare la Coppa Internazionale, un torneo in cui all’epoca partecipavano le Nazionali europee più importanti. Sulle tribune erano presenti ben 32 mila persone, ma per la prima volta anche chi si trovava in casa aveva la possibilità di essere aggiornato su quanto accadeva in campo.

Attraverso l’Eiar, l’Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, ogni fase della gara poteva essere seguita anche dai nostri connazionali. La cronaca era affidata a Giuseppe Sabelli Fioretti, protagonista di un momento ancora oggi indimenticabile. Il giornalista ha raccontato lui stesso quell’emozione: “Mi sistemarono sul gradino più alto della tribuna coperta dello stadio, sistemato in una specie di cabina e con un microfono appeso a un trespolo” – riporta Il Giornale.

Prima radiocronaca della storia: una tradizione legata alla maglia azzurra

In quel periodo l’Eiar, una sorta di primogenitrice della Rai, era nata solo da quattro anni e poteva essere ascoltata solo attraverso un abbonamento. Questo aveva un costo di 75 lire, non abbordabile alla maggior parte delle famiglie dell’epoca.

Pensare di dedicare le radiocronache a tutte le gare era quindi decisamente utopistico. In una prima fase quindi si decise di farlo solo per gli appuntamenti più importanti della Nazionale. Solo successivamente sarebbe arrivato un programma storico con cui molti di noi sono cresciuti: “Tutto il calcio minuto per minuto”.

Prima radiocronaca della storia: da Sabelli Fioretti a Niccolò Carosio

Non appena Sabelli Fioretti decise di andare in pensione, il suo erede era in rampa di lancio. Niccolò Carosio, un ragazzo siciliano dell’epoca, da tempo sognava di utilizzare la sua voce per trasmettere le emozioni che il calcio è in grado di regalarci.

Chi ha assistito al suo provino rimase decisamente stupito in positivo. Il giovane arrivò infatti a raccontare uno Juventus-Bologna del tutto inventato, ma caratterizzato da numerosi gol e capovolgimenti di fronte.

Il talento di Carosio era innegabile. Fu infatti lui a coniare diversi termini che tutt’ora utilizziamo. Ne sono esempio il «mani» e «rete» al posto di gol o «angolo» per corner.

 

Ilaria Macchi
ilamacchi@gmail.com

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