Gran Gala della neve, fiocco d'oro a Sofia Goggia

Una serata per celebrare gli atleti italiani campioni degli sport invernali. Ma soprattutto per inneggiare ad una Lombardia mai così vincente, che ha tenuto alto l’onore del Bel Paese soprattutto alle recenti olimpiadi di Pyeongchang 2018. Questo e molto altro nella prima edizione del Gran Galà della Neve, con la serata milanese che ha celebrato chi, nella stagione appena conclusa, ha vinto e tanto nella propria disciplina.

Gran gala della neve, il trionfo di Sofia Goggia

E il Fiocco d’oro quale miglior atleta della stagione invernale non poteva che essere per la bergamasca Sofia Goggia, campionessa olimpica di discesa libera a Pyeongchang 2018 e vincitrice della Coppa del Mondo di discesa libera. Due successi che, dopo anni di alti e bassi, l’hanno finalmente consacrata nel gotha dello sci mondiale. Ma anche tra i fiocchi d’argento, quelli riservati alle singole discipline, la Lombardia ha fatto la voce grossa; e non poteva essere altrimenti visto la presenza di Michela Moioli da Alzano Lombardo, campionessa olimpica di snowboard cross ai Giochi olimpici Pyeongchang 2018. Nello sci alpino premiato, invece, Peter Fill, vincitore della Coppa del Mondo di combinata.

Tutti i vincitori

Nel fondo non poteva che essere Federico Pellegrino il premiato (argento nello sprint a Pyeongchang 2018), così come la coppia Dominik Windisch ed Lisa Vittozzi per il biathlon: i due successi di bronzo nella prova sprint e nella staffetta mista di Pyeongchang 2018 sono stati i loro. Nel freestyle fiocco d’argento per Silvia Bertagna, vincitrice della Coppa del Mondo di big air. Premiati, tra gli altri, anche Alessandro Pittin (combinata nordica ), Lara Malsiner (salto), Patrick Baumgartner (bob), Valentina Margaglio (skeleton), Omar Visintin (snowboard) e Dominik Fischnaller (slittino).

Luca Talotta
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Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.