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Miguel Indurain: “Giro d’Italia, quanti ricordi”

Giornata speciale, a Milano, per Miguel Indurain. Lo spagnolo, nello splendido scenario del Teatro Gerolamo, è stato indotto nella Hall of Fame del Giro d’Italia. Vincitore della corsa rosa nel 1992 e nel 1993, “Miguelon” è stata omaggiato in una serata interamente dedicata a lui. Presenti anche due grandi rivali del passato, come Chiappucci e Fondriest.

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L’intervista a Miguel Indurain

Miguel Indurain ai nostri microfoni si è detto onorato. “E’ un’emozione molto forte. Prima di me sono stati premiati dei grandissimi come Merckx e Hinault. E’ bello che a 25 anni dal mio ultimo trionfo al Giro d’Italia i miei sforzi vengano ancora riconosciuti. Su queste strade ho vinto tanto contro grandi rivali. Ricordo ancora quando conobbi Marco Pantani. Si parlava già tanto di lui come di uno scalatore fortissimo. In gruppo era molto discreto e mi dispiace molto per come è andata a finire, dalla squalifica in poi”.

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Gli eredi nel ciclismo moderno

Indurain ha anche parlato dei suoi eredi: in tanti lo hanno paragonato a Dumoulin. “Mi piace molto, è un corridore giovane e completo. Va forte a cronometro e si difende in montagna. Non so se vincerà anche quest’anno. Se ci saranno anche Nibali e Froome sicuramente sarà un grande spettacolo. Più forte io o Contador? Mah, sarebbe dipeso dal percorso, lui è stato un grande scalatore, si è adattato bene al ciclismo moderno. Ora non ci sono più cronometro di 100 chilometri come ai miei tempi…”.

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Tra Nibali e Aru

Indurain ha infine parlato proprio di come è cambiato il ciclismo. “Mi piacciono i percorsi di questi anni dei grandi giri. Ci sono sempre grandi salite. E’ tutto più duro ma si tratta solo di adattarsi. Tutto cambia”. Chiosa con una domanda classica: Nibali o Aru? “In Italia vi piace sempre creare queste rivalità (ride, ndr). Moser-Saronni, Chiappucci-Bugno… Sono due grandi corridori, uno è più esperto e l’altro più giovane. Sono simili come stile. Buon per il ciclismo, in generale”.

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